Zoufris Maracas: serata di emozioni al Festi’Val de Marne

Pensavate che il nostro tour in Francia fosse finito? E invece no! Oggi vi porterò insieme a me ad un festival locale per farvi scoprire uno dei miei gruppi preferiti: Zoufris Maracas.

Se siete ancora in metro alla ricerca dei “musiciens du métro“, dirigetevi verso la linea RER A e prendete il treno in direzione di Fontainay-sous-Bois. È proprio in questo paesino che si è svolta una delle serate del Festi’Val de Marne, uno di quegli eventi locali che non ti aspetteresti mai di trovare a pochi chilometri da una città come Parigi.
Il protagonista del concerto di ieri è stato il gruppo “Zoufris Maracas“. Quasi sicuramente non l’avete mai sentito nominare. Si tratta, infatti, di una band abbastanza conosciuta in Francia, ma ancora poco nota all’estero. Li ho scoperti per puro caso qualche mese fa in un bar di Siviglia e, da quel momento, non ho più smesso di ascoltarli. Oggi ho voglia di farveli conoscere!

Fontenay-sous-Bois, Val de Marne

La serata al Festi’Val de Marne

Come suggerisce il nome, il Festi’Val de Marne si svolge nel dipartimento della Valle della Marna, ad est di Parigi tanto per intendersi. Quest’anno, per la sua 33a edizione, ha coinvolto 25 città e ospitato circa 300 artisti che si sono esibiti dal 4 al 19 ottobre. La serata di ieri si è svolta alla sala Jacques Brel di Fontainay-sous-Bois, dove sono arrivata circa un quarto d’ora prima dell’inizio, verso le 19:45. Essendo arrivata abbastanza presto, sono riuscita ad intrufolarmi tra la folla e sedermi sul bordo esterno del palco, dove era rimasto un posticino libero. Da quella postazione ho potuto assistere tranquillamente ai due concerti della serata.

Il primo gruppo: Moussu T e lei jovents

Hanno aperto il festival i Moussu T e lei jovents, un gruppo originario di un paesino vicino a Marsiglia che canta in lingua francese e occitana (un mix di italiano, spagnolo, francese e catalano). Già dal nome del gruppo, che significa “Il signor T e i giovani”, si capisce che l’occitano non è una lingua così lontana dalla nostra. Per una linguista come me, il loro breve concerto non poteva che essere interessante.

L’arrivo di Zoufris Maracas

Una volta terminata la performance del primo gruppo, sono iniziati i preparativi per l’arrivo degli Zoufris Maracas. Tra tutti i concerti a cui ho assistito penso di non aver mai visto così tanti strumenti musicali su un palcoscenico: batteria, trombe, basso, chitarra classica, chitarra manouche, flauto traverso, maracas, fisarmonica e tanti altri ancora, tra cui anche una grattugia da formaggio.
La loro musica è piena di sonorità esotiche, derivanti dai loro viaggi in Africa, in America Latina e nella Francia d’oltremare, ma mai mi sarei aspettata di vedere una così grande varietà di strumenti. Nella foto seguente se ne vedono alcuni, tra cui anche la grattugia, sul tavolino di fianco alla bottiglietta d’acqua:

Zoufris Maracas

Zoufris Maracas

Il concerto

Il cantante principale del gruppo, Vincent Sanchez, è senza dubbio un personaggio fuori dagli schemi. Ha cantato e ballato scalzo tutto il tempo e ha rimproverato a più riprese chi usava il cellulare per filmare o fare foto. Ad un certo punto ha addirittura chiesto ad un signore del pubblico di consegnargli il telefono (i pochi scatti e video che possiedo li ho dovuti fare di nascosto). I pezzi che hanno suonato sono quelli dei loro album principali: Et ta mère (2011), Prison dorée (2012) e Chienne de vie (2015). I ritmi esotici delle loro canzoni ci hanno fatto scatenare: dalla mia postazione vedevo il pubblico cantare e ballare all’impazzata. Per una sera siamo riusciti a evadere dalla realtà circostante.

I loro testi

Molto diretti e sinceri, i loro pezzi si oppongono in modo ironico alla nostra società, al sistema politico e alla tendenza dell’uomo all’autodistruzione. Un gamin, una delle mie canzoni preferite, denuncia le politiche d’immigrazione e l’egemonia della Francia sulle ex colonie.

Ecco una strofa:

Si tu savais d’où je venais
Tu ne ferais pas ton malin
Ton autoritaire
Le gars qui me dit que j’dois me taire
Tu déposerais ton mépris, tu me détacherais les mains
Tu me laisserais du répit au moins jusqu’au siècle prochain
Tu me laisserais vivre ici avec ma femme et mes gamins

E la traduzione:

Se sapessi da dove vengo,
Non faresti il furbo,
L’autoritario,
Quello che dice che devo starmene zitto
Metteresti da parte il tuo disprezzo, mi slegheresti le mani
Mi lasceresti stare per i prossimi cent’anni
Mi faresti vivere qui con mia moglie e i miei figli

Potrei passare ore a parlarvi del concerto di ieri sera, ma tutto quello che ho da dire non rientrerebbe in un solo articolo. Posso solo sperare di avervi trasmesso un po’ delle emozioni che ho provato ieri sera e avervi fatto venir voglia di aprire Spotify per ascoltare le loro canzoni. Se non sapete il francese, non importa: lasciatevi trasportare dalle loro sonorità in terre lontane e staccate da tutto il resto.

Ma chi sono gli Zoufris Maracas?

Vi ho parlato del loro concerto, della loro musica, ma non vi ho raccontato come sono nati. I fondatori del gruppo sono Vincent Sanchez, detto Vin’s, e Vincent Allard, soprannominato Micho, due amici d’infanzia, originari del sud della Francia.

Dopo diversi viaggi in Africa e in America Latina e varie esperienze in ambito umanitario, nel 2007 i due approdano a Parigi. Squattrinati e senza meta, iniziano a suonare nei bar di Montmartre e nelle stazioni della metro “Barbès” e “Belleville” clandestinamente, accumulando almeno 3000 euro di multe. Grazie a una serie di incontri fortunati e fortuiti, riescono a passare dai corridoi della metropolitana a uno studio di registrazione e, poco dopo, salgono per la prima volta sul palcoscenico.

Negli anni il loro gruppo si allarga e ora include anche il batterista François Causse, il trombettista Brice Moscardini, il bassista Petteri Perviainen e Michael Demeyere, alla chitarra manouche. 

Alcune informazioni pratiche sul festival:

Costo entrata concerto: ingresso intero 20€, ingresso ridotto 12€. A seconda dell’evento, le tariffe potrebbero variare e includere altri tipi di biglietti.

Costo cibo e bevande: per un panino e una birra media 12€ (inclusa la cauzione per il bicchiere).

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