Unknown Pleasures – Joy Division

Joy Division

Unknown Pleasures è l’album di debutto del gruppo musicale britannico Joy Division, pubblicato il 15 giugno del 1979, dalla Factory Records

E’ considerato uno dei dischi più influenti della storia del rock e pietra angolare nell’elaborazione di un certo tipo di sonorità new wave, oltre che manifesto della nascente scena dark/gothic rock. La rivista Rolling Stone lo ha inserito al ventesimo posto nella lista dei 100 migliori album di debutto di tutti i tempi

Artista Joy Division
Tipo album Studio
Pubblicazione 15 giugno 1979
Durata 39 min : 30 s
Tracce 10
Genere Post-punk, New wave, Gothic rock
Etichetta Factory Records
Produttore Martin Hannett
Registrazione aprile 1979, Stockport

(sx: fronte copertina esterna, dx: cover interna)

Le registrazioni del disco Unknown Pleasures vennero effettuate, nel periodo tra il primo e il 17 aprile del 1979, presso gli Strawberry Studios di Stockport. L’intera session fu molto stressante per i vari componenti del gruppo, anche a causa del comportamento autoritario adottato dal produttore Martin Hannett allo scopo di rendere il sound del disco quanto più freddo ed essenziale possibile.

Le sue tecniche di produzione comprendevano, tra l’altro, anche un’approfondita ricerca sui suoni, una maniacale ed avanguardistica perizia nella cura dello studio, oltre che l’utilizzo di tutta una serie di effetti sonori inusuali: dal suono di una bottiglia frantumata, al rumore di patatine masticate, dal suono di chitarra mandata al contrario, al rumore di un ascensore o dello sciaquone della toilette, fino all’elaborazione di effetti sonori attraverso dei delay digitali ed un’eco a nastro.
Il lavoro di Hannett sulla sezione ritmica fu quanto più complesso e ricercato possibile, al fine di ottenere l’effetto voluto: il corposo suono del basso di Peter Hook, unito alla sorda e compressa batteria di Stephen Morris formano un sound ritmico essenziale ma dalla dinamica pulsante e nervosa che intensifica la cupa angoscia claustrofobica sonora e su cui si inserisce, alla perfezione, la melodia scarna e sofferente della voce di Ian Curtis e quella della chitarra di Sumner.

« Per me era una vera novità. Non avevamo effettuato molte registrazioni prima di allora, c’era molta eccitazione. Ed era anche molto piacevole, perché era la prima volta che registravamo intenzionalmente. Avevamo inciso dei demo, molto punk e sporchi, quindi l’Ep An Ideal For Living, che era buono ma non suonava in modo fantastico. Avevamo inciso dei sample per la Factory, che andavano meglio. E quando lavorammo su Unknown Pleasures realizzammo le nostre migliori registrazioni. Devo dire che fu molto divertente, anche se personalmente non ero d’accordo con il produttore Martin Hannett riguardo al missaggio dei brani. Volevo fossero più rock, più duri e pesanti. Martin invece li aveva resi sognanti, eterei. Ero un po’ arrabbiato all’epoca, ma col tempo ho capito che Martin Hannett era stato assolutamente corretto. È il lavoro di Martin che ha permesso a quel disco di durare per sempre. » (Peter Hook, 2010).

Joy Division

(Copertina esterna LP)

La copertina del disco fu realizzata dal grafico della Factory Records, Peter Saville. Saville, che in precedenza aveva disegnato i manifesti per il Factory, il noto club di Manchester, utilizzò un’immagine selezionata dal batterista Stephen Morris.
L’immagine, tratta dal libro The Cambridge Encyclopedia of Astronomy, rappresenta una serie di pulsazioni elettromagnetiche prodotte da una pulsar chiamato CP 1919, cioè la prima pulsar mai scoperta. Saville, infine, invertì i colori dell’immagine, dal nero su bianco al bianco su nero. La copertina non contiene le diciture delle numerazioni dei due lati, sostituite da due scritte OUTSIDE e INSIDE, mentre titoli e crediti appaiono solamente all’interno dell’album.

Tracce

Disorder – 3:33
Day of the Lords – 4:50
Candidate – 3:05
Insight – 4:29
New Dawn Fades – 4:49
She’s Lost Control – 3:57
Shadowplay – 3:56
Wilderness – 2:39
Interzone – 2:19
I Remember Nothing – 5:53

Formazione

Ian Curtis – voce
Bernard Sumner – chitarra
Peter Hook – basso
Stephen Morris – batteria

 

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