Tanto non esco: Mox spezza la noia della reclusione

Nel panorama musicale italiano dei nostri tempi c’è di tutto: dal virtuosismo eccellente e a volte snervante, fino al personaggio che punta tutto sull’emozione e quella frase da Bacio Perugina che rimane negli annali, ma un po’ stucca. E poi c’è chi sembra nato per la musica. Mox è uno di quegli artisti che sembra non potrebbero fare altro nella vita, che lo ascolti e pensi “Ma quant’è bravo ‘sto ragazzo?”, che ti lascia di stucco ogni volta che lo ascolti, anche se lo conosci molto bene. Con Tanto non esco, Mox ci dà prova ancora una volta del suo talento.

Questo finesettimana l’ex cantante dei Jonny Blitz ha rilasciato l’ennesima perla, la sua personale visione della quarantena, di questa situazione assurda in cui tutti ci troviamo. Ma non l’ha fatto nella maniera più facile, immediata, come ci hanno abituato molti rapper coi loro freestyle. Partendo dalle difficili circostanze di reclusione in cui ci troviamo, Mox con Tanto non esco racconta la fine di una storia, e di quei lati positivi – e sottovalutati – che può avere la reclusione su una situazione del genere, trovando anche una chiave di lettura ironica e scanzonata.

Tanto non esco Mox

Un brano che ci invita alla riflessione

Fra le mura di casa nasce allora la poesia per Mox che, con un acustico di fortuna e una registrazione ‘a distanza’, ci regala un brano dolce, avvolgente, che ci fa riflettere sul valore del tempo che ci dedichiamo e che vorremmo, o dovremmo, dedicarci.

 “E pensare da anni non chiedevo di meglio: un appartamento, per chiudermi dentro…

Chi di noi non si è trovato, almeno una volta nella vita, a sperare di restare del tempo solo con sé stesso, isolato dal mondo, per poter riscoprire il proprio Io, per poter tornare a vivere con una nuova consapevolezza?

Parafrasando un altro grande autore dei nostri giorni, quello che Mox ci invita a fare è “conoscersi – nel senso di conoscere noi stessi – in una situazione di difficoltà”, ritrovando il centro delle nostre vite, ora che abbiamo del tempo per poterlo fare consapevolmente.

Poco importa che il pezzo risulti così casalingo

Tanto non esco di Mox ha lo stesso smalto di ogni altro pezzo dell’autore romano, sempre elegante, sempre ricercato.

Ritroviamo ancora una volta, allora, la classe che aveva contraddistinto il disco d’esordio di Mox, Figurati l’amore: nove tracce di passione e sentimento, in un contenitore davvero unico e personale, che strizza l’occhio ai grandi artisti degli anni Sessanta.

Torna su suoni più caldi e avvolgenti Mox, dopo Fino a quando il cielo esiste, brano orientato su sonorità decisamente più ritmate e che vedeva la partecipazione dell’enfant prodige di Maciste Dischi, Fulminacci. Anche quest’ultimo, qualche settimana fa, aveva pensato, proprio come Mox, di regalarci una colonna sonora che ci distraesse in questi giorni così lunghi: con questa idea arrivò, sempre su YouTube, La fine della guerra, anch’essa molto poco limitata dagli strumenti di registrazione ‘casalinghi’. Chissà che i due, accomunati da una grande scrittura, oltre che dalla stessa etichetta, non pensino un giorno a un album a quattro mani…

Mox al Pierrot Le Fou – Foto di PLF

Intanto, non ci resta che sperare che il nuovo singolo di Mox, per ora disponibile solo su YouTube, sia presto disponibile anche su Spotify, magari in un disco emozionante tanto quanto fu quello dell’esordio da solista, sognando di vederlo molto presto sui palchi.

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