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Le sorprendenti canzoni di Natale in Islanda

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Paese di fede cristiana e musicalmente ricchissimo, l’Islanda dà molta importanza al Natale. Tuttavia, a differenza di altre nazioni, non esiste una canzone di Natale tipica dell’Islanda, né versioni tradotte dei brani più famosi. Lo avreste detto mai?

Ma allora cosa si canta in Islanda sotto l’albero? Niente meno che… celebri canzoni italiane! Sì, avete capito bene: i tormentoni di Natale islandesi sono tutti brani italiani, tradotti e reinterpretati in chiave natalizia.

Tutt’oggi non si sa a cosa sia dovuta questa predilezione degli islandesi per le melodie italiche. Di sicuro ad una sorprendente affinità tra le due lingue, che tra strutture, suoni e ritmi hanno molti più punti in comune di quanto si creda. Per gli stranieri, noi italiani parliamo come se cantassimo; lo stesso potrei dire della lingua islandese, che non pecca certo per musicalità. 

In Islanda, quindi, quali canzoni di Natale ascoltano? Scopriamo alcune, ne vedremo delle belle!

Ef ég nenni – Helgi Björnsson

E qui verrebbe da dire “ti piace vincere facile?” Il primo brano natalizio della nostra carrellata islandese è una cover di Così celeste di Zucchero, che con la sua atmosfera sognante farebbe Natale anche in pieno agosto. Un famoso spot pubblicitario anni ’90 ne è la prova. In Italia una melodia così sembrerebbe scontata, in Islanda non tanto: magari nemmeno sanno chi sia il nostro Zucchero!

Bjössi kvennagull – Haukur Morthens

Cosa ci cela dietro questo simpatico titolo natalizio? Nient’altro che la storica Papaveri e Papere! La canzone di Nilla Pizzi, presentata al Festival di Sanremo nel 1952, ha in effetti conosciuto un enorme successo internazionale. È stata tradotta in una quarantina di lingue, tra cui appunto l’islandese, diventando famosissima nella terra del ghiaccio e del fuoco. Ma lo sapranno gli islandesi che la musica è originariamente italiana?

Um jólin – Björgvin Halldórsson

Mai avrei immaginato che un brano di Michele Zarrillo potesse trasformarsi in una canzone di Natale, in Islanda per giunta. La struggente Cinque giorni diventa A Natale, mantenendo comunque una vena romantica e malinconica. Incredibile cosa si possa creare con sette note, un alfabeto e un astuto gioco di accenti.

Þú og Ég og Jól – Svala Björgvins

Attenzione attenzione, è ora in arrivo una vera chicca! Ricordate Ivana Spagna e la sua Gente come noi, presentata a Sanremo nel 1995 e premiata con un meritato terzo posto? In Islanda si intitola Io, te e il Natale ed è uno dei brani natalizi islandesi secondo me più riusciti. Gente come noi era già una bella canzone, ma questa versione vichinga mi piace anche più dell’originale. E grazie alla cantante Svala abbiamo imparato che Natale, in Islanda, si dice Jól. Come dicono i francesi, stasera je me coucherai moins bête.

Komdu un jólin – Gunnar Ólason

Dulcis in fundo, vi saluto con la mia canzone di Natale preferita, scoperta proprio con un viaggio in Islanda e una frizzante guida turistica con la passione per le auto Lamborghini.

Komdu un jólin si basa sull’inconfondibile Gente di mare di RafUmberto Tozzi: una canzone più che mai evocativa dell’estate, che grazie alla melodia giusta diventa un invernale brano natalizio. Che dire, la magia delle sette note strikes again. 

Ma non finisce qui: gli artisti islandesi hanno reinventato molti altri brani di Andrea Bocelli, Mina, Ricchi e Poveri, Albano e Romina ecc. trasformandoli tutti in hit natalizie. La lista è ancora lunga e forse un giorno ci troveremo, chissà, qualche canzone di Calcutta o di Sfera Ebbasta. Da questi simpatici islandesi c’è da aspettarsi proprio di tutto. Se noi italiani abbiamo reinterpretato Walk on the wild side in modo singolare, figuriamoci se non accettiamo delle cover nordiche dei nostri brani più famosi, e per giunta molto ben riuscite.

Gleðileg jól a tutti voi!

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