RRM al Kappa FuturFestival 2019 di Torino

Oggi, diversamente dal solito, vi racconterò la mia esperienza al Kappa FuturFestival: evento diurno numero uno in Italia per quanto riguarda la musica techno.

Origini e definizione del Kappa FuturFestival

FuturFestival nasce nel Dicembre 2009 per celebrare i 100 anni del Futurismo, ospitando oltre 7.000 persone provenienti da tutta Italia presso l’Oval Lingotto, soprannominato anche il “Capodanno più amato dagli Italiani”.

Il 31 dicembre 2009 FuturFestival collabora alla realizzazione del Capodanno di Città di Torino in Piazza Vittorio Veneto, ospitando i Groove Armada, Juliette Lewis ed altri artisti di fama internazionale per festeggiare la vittoria di Torino Capitale Europea dei Giovani.

FuturFestival poi, il 7 dicembre 2010  presenta l’unica data italiana in concerto dei BloodyBeetroots che vede la straordinaria partecipazione di Tommy Lee alla batteria.

Il 30 giugno 2012 FuturFestival si evolve nel primo Festival estivo 100% diurno d’Italia e prende il nome di Kappa FuturFestival dal noto brand di sport.

Nel 2013 KFF si consolida come il format di Intrattenimento Intelligente più amato d’Italia, urbano, 100% diurno ed ad impatto “0” sulle finanze pubbliche. Classificandosi tra i primi 5 Festival estivi d’Europa.

Nel 2015, introduce la tecnologia cashless per l’acquisto di tutti i beni e servizi all’interno del Festival tramite loyalty card.

Il New York Times nel gennaio 2016 lo menziona quale evento imperdibile dello stesso anno.

Nel 2016 e nel 2017, unitamente a Movement Torino Music Festival, riceve il prestigioso patrocinio della Commissione Europea, primi del settore in Italia. Prosegue poi con successo l’utilizzo della tecnologia cashless.

KFF17 registra il record di presenze dall’estero: il 26% dei 45mila partecipanti; 62 le nazionalità rappresentate.

Nel 2018 KFF si supera, con l’aggiunta di un 4° palco e registrando incrementi su tutti i fronti: 65 artisti tra i più noti della scena internazionale; 24 musicisti italiani, di cui 13 torinesi. 50.000 i partecipanti, di cui il 35% dall’estero (+74% rispetto a KFF17), 87 le nazioni presenti (+40% rispetto a KFF17), nuovo record di settore.

La nostra esperienza al festival

Che dire di questo festival… una vera e propria emozione! Quando io e Antonio siamo partiti da casa le aspettative erano decisamente alte: la line-up bastava a garantire un evento pazzesco. La location decisamente suggestiva faceva venire ancora di più la voglia di essere là per scoprire la vera essenza del festival.

Durando il festival due giorni, (sabato e domenica), abbiamo optato per una notte in un B&B per essere riposati e pronti al meglio anche la domenica. Antonio, una settimana prima del festival, tramite AirBnb, è riuscito a trovare una soluzione non molto lontana dal parco Dora (luogo in cui si è svolto l’evento) ad una cifra onestissima: 36€ totali.L’appartamento era molto carino e la proprietaria è stata gentilissima con noi: i presupposti per un bel week end c’erano tutti, non mancava altro che cambiarci e dirigerci verso gli ingressi.

Arrivati nelle vicinanze del festival, la musica era già orecchiabile a centinaia di metri. Appena abbiamo iniziato a sentirla, abbiamo iniziato a correre in preda all’euforia.

L’accesso è stato rapidissimo: il parco è enorme e gli ingressi sono tre in totale, compreso quello vip. Con il caldo che c’era la paura era quella di fare ore di fila, ma per fortuna così non è stato grazie all’organizzazione pressoché impeccabile.

Una volta entrati, percorsi pochi metri, ci siamo trovati sotto al palco centrale: lo Jager stage. Il Dj che suonava in quel momento non era fra quelli da noi conosciuti, ma la musica era comunque pazzesca: i colori del palco, le luci e le immagini proiettate nei monitor dietro alla consolle, i bassi pieni ed il livello alto della musica rendevano tutto incredibilmente bello. Letteralmente un sogno.

Smaltita un po’ l’adrenalina ci siamo diretti alle casse per prendere e caricare le carte di credito: come detto prima, al KFF già da qualche anno ogni transazione è cashless. Grazie a questa tecnologia le file nei vari bar, punti di ristoro e merchandise risultavano scorrevoli e veloci. Viene infatti fornita ciascuno una carta ricaricabile e funziona esattamente come una prepagata con cui pagare comodamente alle casse. La parte più interessante ed eco-friendly è che la tessera, se conservata, può tranquillamente essere riutilizzata al festival dell’anno successivo.

Internamente il festival è davvero incredibile, per due giorni sembrava di essere nella città della musica: il parco Dora è enorme, gli spazi sono ampi, ben organizzati e spostarsi risulta facile: noi abbiamo passato tutti i due giorni a saltare da un palco all’altro (4 in totale), cambiando continuamente Dj, senza mai riscontrare difficoltà negli spostamenti.

I PALCHI

JAGER STAGE
Il primo è lo Jager stage, quello più grande, la zona davanti al palco è enorme, si estende in lunghezza ed è interamente coperta da un tetto che permette di godere della musica indipendentemente dal meteo. Essendo il festival diurno, gli organizzatori hanno avuto un altro accorgimento che ha reso tutto più vivibile: i continui getti d’acqua (ai lati del palco) sotto cui bagnarsi all’occorrenza o dove ricaricare gratuitamente le bottigliette d’acqua.

SEAT STAGE
Il secondo è il Seat stage, dove si sono esibiti quasi tutti i miei Dj preferiti. È sicuramente il posto in cui io e Antonio abbiamo passato più tempo durante il festival: su quel palco sono saliti artisti come Amelie Lens, Enrico Sangiuliano, Carl Cox, Richie Hawtin e molti altri ancora.

Fra i quattro palchi è probabilmente quello esposto nel peggior modo e su cui il sole batte per tutta la giornata. Nonostante ciò, fra tutti rimane quello più suggestivo: il sole rimane alto per poi calare al tramonto proprio di fronte al palco regalando un gioco di luci incredibile. A rendere il tutto ancora più bello e colorato erano i graffiti sugli edifici che circondano l’area antistante il palco.

BURN STAGE & DORA STAGE
Gli altri due palchi, più piccoli in dimensione ma altrettanto belli, erano il Burn stage ed il Dora stage. Questi, a differenza degli altri offrivano la possibilità di sedersi comodamente a terra grazie al prato e di godere dei concerti in tutto relax.

Il KFF è un festival famoso per essere totalmente diurno, ma l’organizzazione offre comunque la possibilità di continuare a divertirsi anche durante la notte. Al termine di ciascuna delle due giornate al parco Dora c’era infatti la possibilità di prendere parte ad un afterparty: sia sabato che domenica sera si poteva scegliere fra due diversi after organizzati in locali non molto distanti dal festival. L’ingresso in questi locali non era incluso nel prezzo del biglietto (75€ per 2 giorni) ma restava comunque accessibile: l’ingresso in ciascun locale costava 15€.

Io e Antonio non abbiamo partecipato alle feste per motivi logistici, ma entrambi abbiamo rimpianto la decisione.

Cosa mangiare al Kappa FuturFestival

Abbiamo parlato della musica, della location, del prima, del durante e del dopo ma di una cosa sicuramente non abbiamo parlato: il cibo!

Come detto prima non ci sono stati problemi di file o altro. Si aveva la possibilità di scegliere fra hot-dog o hamburger serviti entrambi con patatine fritte: tutto molto buono.

Ovviamente parliamo di un festival di musica techno, quindi il menù non può essere così vario, gli organizzatori sono stati però molto bravi nella scelta del cibo da servire: hanno infatti dato la possibilità di ordinare cibo per vegetariani e/o vegani. Io personalmente ho trovato l’iniziativa assolutamente intelligente considerato che una volta entrati non è concesso uscire e poi rientrare liberamente.

Unica critica? Forse i prezzi per il cibo erano un pochino troppo alti nonostante la qualità fosse di tutto rispetto.

Valutazioni finali e consigli

Kappa FuturFestival, un’esperienza assolutamente indimenticabile: location meravigliosa, ottima musica di artisti di fama internazionale, qualità dell’audio di tutto rispetto, organizzazione praticamente impeccabile. Un evento in grado di radunare gente da tutto il mondo per due giorni, tutti li per condividere una sola passione: la musica.

Sicuramente i partecipanti fanno si che il tutto si svolga nel migliore dei modi, tutti molto allegri e cordiali, disposti a parlare e a condividere con altri un momento speciale della loro vita. Tutti friendly.

Che dire, Kappa FuturFestival, grazie per questi due fantastici giorni di musica, ci rivediamo di nuovo l’anno prossimo…. Luglio 2020 è più vicino di quel che sembra!

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