Ritratto della giovane in fiamme: musica, arte e poesia

In occasione della giornata della donna, per festeggiare la conquista di alcuni diritti e la continua lotta per la parità di genere, ho deciso di parlarvi di un film estremamente intenso e poetico dedicato al mondo femminile: Ritratto della giovane in fiamme. La musica di questa pellicola svolge un ruolo fondamentale durante la narrazione, ma ha una particolarità: dura solo 3 minuti.

Il film, vincitore del Prix du Scénario al Festival di Cannes 2019, è stato scritto e diretto dalla regista francese Céline Sciamma. Come già accennato, la musica in Ritratto della giovane in fiamme occupa uno spazio limitato: una scelta voluta che conferisce alle scene interessate ancora più importanza. Vediamo insieme quali sono! *SPOILER ALERT*

ritratto della giovane in fiamme

Il film

Ritratto della giovane in fiamme è ambientato in Francia alla fine del XVIII secolo. I soggetti sono esclusivamente femminili. La presenza maschile è ridotta a qualche personaggio dal ruolo irrilevante. È Marianne, insegnante di una scuola di pittura, che dà il via alla narrazione. A partire da un quadro da lei realizzato anni prima, raffigurante una giovane donna col vestito in fiamme, rivive e racconta i ricordi alle sue studentesse. Il film è quindi una sorta di flashback.

Una storia al femminile

Con le sue parole, Marianne ci riporta su un’isola della Bretagna, nella villa di una nobile che le assegna un compito ben preciso: realizzare il ritratto della figlia Héloïse. La missione sembra di semplice esecuzione, ma in realtà non è così. Il dipinto è infatti destinato a un ricco milanese a cui la figlia sarà data in sposa. Contraria a questo matrimonio, Héloïse rifiuta di farsi ritrarre e rende il compito impossibile ai pittori ingaggiati dalla madre. Per questo motivo, Marianne, nei panni di dama di compagnia, le starà accanto e la osserverà intensamente per poter realizzare il ritratto in segreto nella sua stanza. Tra le due nasce così una certa complicità che dopo poco si trasformerà in amore, un sentimento puro alle quali entrambe si abbandonano nonostante il destino che le aspetta.

Oltre alla storia d’amore impossibile per due donne dell’epoca, il film tratta altre tematiche interamente femminili. Si parla di aborto, a cui la giovane domestica della villa è costretta a sottoporsi in segreto, di matrimoni combinati, dell’amore come forma di emancipazione e di suicidio. Héloïse, infatti, viene sottratta dal convento a seguito del suicidio della sorella, che voleva sfuggire al suo destino.

Non possum fugere

I tre minuti di musica in Ritratto della giovane in fiamme sono occupati in parte da Non possum fugere, composto da Para One e Arthur Simonini. Questo canto viene intonato da un gruppo di donne gravide del paesino, riunite intorno a un falò sulla spiaggia. È lì che le due protagoniste e la giovane domestica si recano in piena notte per partecipare a un rito segreto. Il canto raggiunge il massimo livello di intensità nel momento in cui l’abito di Héloïse, ferma a guardare Marianne, prende fuoco. Proprio in quell’istante le due giovani si rendono conto di provare un’attrazione reciproca. Le parole non possum fugere assumono così un significato preciso: l’impossibilità per quelle donne di sfuggire al loro destino ormai prestabilito ma anche l’impossibilità di sfuggire ai loro sentimenti (che sono probabilmente simboleggiati dall’abito che arde).

Estate di Vivaldi

L’Estate di Vivaldi compare in due momenti chiave. In una scena all’inizio del film, Marianne cerca di suonare questo pezzo a una spinetta per descrivere a Héloïse le sensazioni di un concerto. La giovane, infatti, non ha mai ascoltato musica da vivo se non in chiesa. Il momento segna l’inizio di quella complicità che si trasformerà successivamente in qualcosa di più. Inoltre, la descrizione del temporale estivo rappresenta in un certo senso l’esplosione dei sentimenti nelle due donne. Si tratta di una scena intensa dove Héloïse intravede probabilmente un spiraglio di luce in quella che è la sua “prigionia”. Ed è proprio di questa luce che si ricorda quando, alla fine del film, già sposata e con figli, si reca a teatro per ascoltare Le Quattro Stagioni di Vivaldi. Il concerto dell’Estate le farà rigare il viso di lacrime. Il loro amore impossibile diventa così “immortale” in questo pezzo. La musica è quindi sinonimo di libertà. 

Spero con questo articolo di aver stimolato la vostra curiosità. Se siete alla ricerca di un film con alti livelli di poesia, arte e musica, allora Ritratto della giovane in fiamme è quello che fa per voi.

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