Nelle prossime settimane parlerò del movimento Punk ed analizzerò passo passo un po’ di vicende e di gruppi chiave per la lettura della controcultura Hardcore.

Nell’immaginario collettivo, il Punk, vede le proprie origini in Inghilterra. Nella cultura POP e di massa, band dal calibro dei Clash, PIL e Green Day (ahahahahahah) sono il baluardo fondamentale del Punk mondiale.

Da che parte del mondo proviene quella sonorità cruda e primitiva? Perché le generazioni passate si sono trovate nelle casse ruggiti ed esplosioni di carrarmati, se prima eravamo tutti abituati ai Beatles oppure ai Doors? Credo che lo scontento generazionale sia un orologio, preciso, puntuale, inesorabile. Parlerò in prima persona, e scusate se non sarò elegante nella scrittura, ma se dobbiamo essere diretti e sputare in faccia in digitale narrando di Punk, allora vogliate armarvi di fazzoletti e pezze per gli occhiali, se li avete.

Ci troviamo a New York, è la fine. La fine degli anni sessanta. La fine di un sogno per molti, l’inizio di un trauma per molti altri. Il Bronx e la corrente che va via. Non ci sono luci fuori. Il Queens sembra puzzare di bianco fumo che fuoriesce dai tombini ed entra nelle narici dei passanti. Si sentono dei rumori provenire da una qualche palazzina fatiscente. Avvicinandosi quel rumore si tramuta in sbraiti e chitarre maltrattate. Avvicinandosi ulteriormente si può sentire l’odore di sudore. Gli sputi di Joy, le male parole di Johnny verso Dee Dee e le ritmiche ossessive di Tommy. In quel tugurio di ansie e rabbie, quei quattro tipi che sembrano essere usciti da un fumetto sono in procinto di scrivere a colpi di “1 2 3 4!” la biografia dei Ramones e del movimento Punk mondiale.

Blitzkrieg Bop: Guerra lampo. 1 2 3 4! Gabba Gabba Hey!

I Ramones iniziano a militare nei vari locali di New York. Spesso durante i loro concerti scoppiano risse tra i membri della band. Spesso durante i loro concerti, il pubblico lancia insulti e oggetti di ogni tipo. Dopo il terzo-quarto brano, la folla viene intrappolata nel tumulto macinatore della loro musica. Il tutto è quasi “Dada”, essenziale, ridotto alla minima nota. Poi è il CBGB’S, il locale al centro del movimento rivoluzionario Punk, almeno per un po’ di tempo ne fu la sede indiscussa e dissacrante.

Gente come Iggy Pop, Blondie e Police passano dal palco del locale. Ma nessuno di loro riesce a mandare in tilt il battito cardiaco della gente come i Ramones. Poi i primi album: Rocket To Russia, Leave Home, Road To Ruin. Hit dal calibro di Blitzkrieg Bop, I Wanna Be Sedated, Sheena Is a Punk Rocker. Arriva il Boom. Parte la prima tournée americana. Ma, ma, ma, ma… non ne parlerò adesso. I Ramones e la loro influenza sul movimento Punk, non è altro che una introduzione alle prossime pubblicazioni di Up To Arms. Parleremo ancora di loro, ma partiremo da un po’ prima, dai New York Dolls da Iggy Pop e da tutta quella allegra brigata di gentaccia geniale a cavallo tra i gli anni ’60 e i primi anni ’90. Per adesso,

Uno sputo in digitale,

Cesare

Categorie: Up to arms

Cesare Vitaliano

Un tempo, un saggio mi disse: "non riesci a guardare oltre al tuo naso". Poi mi vide di profilo e si illuminò di immenso.