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Top 5 uscite di marzo 2021

La vita è una corsa, una lunghissima lista di cose da fare. Può capitare vi sfugga qualcosa di tanto in tanto. Nessuna colpa, RRM è qui per questo.

Ecco le migliori uscite di marzo 2021

 

5 – Black Midi, John L

Eccolo. Il caos ordinato è di nuovo a casa. I Black Midi tornano a ripopolare le nostre playlist con un paio di gustose anticipazioni in vista della ventura pubblicazione del loro secondo album, Cavalcade, a due anni dal significativo Schlagenheim. John L è una delle migliori uscite di marzo 2021 perchè ci fa ricordare del notevole spessore artistico di una band passata irrispettosamente troppo in sordina rispetto ad altre del genere. Come? Con una ricetta che sembra leggere gli stessi ottimi ingredienti del primo lavoro, con sfumature math rock qb ed un pizzico di post punk a piacere: il risultato è una traccia frenetica, da apnea, con piccole pause stop’n’go essenziali per poter riprendere fiato e non perdersi quei riff che ricordano la linea di mezzeria irregolare che manda in frequenza l’auto per segnalarti che stai uscendo della carreggiata. John L è quella sensazione. Il sentirsi al limite, la scossa interna e l’equilibrio che ritorna.

 

4 – Idles & Sharon Van Etten, Peace Signs

A proposito di post punk. Che l’abbiano voluto o meno, gli Idles si sono presi il trono musicale del genere grazie alle loro recenti pubblicazioni, di cui vi abbiamo anche parlato qui. Un trittico di opere che compone il manifesto della band sì, ma anche di quell’Inghilterra stanca delle disparità sociali, del machismo tossico e della xenofobia. Dall’altra parte invece Sharon Von Etten, cantautrice americana da oltre dieci anni luce di un indie folk che l’ha resa nota al pubblico grazie al suo album Epicil secondo di studio. Ed è proprio in occasione dei dieci anni della pubblicazione di SVE che nasce questa ricca collaborazione: Epic Ten rilegge, riarrangia e riscopre alcune delle più importanti tracce dell’album con una raccolta di cover affidate ad alcuni capisaldi del panorama musicale più recente: Courtney Barnett, Fiona Apple e Idles, appunto, su tutti. Consigliamo quindi Peace Signs, da godere in entrambe le versioni per scoprirne la preferita.

 

3 – Justin Bieber ft. Chance the Rapper, Holy

L’Hip pop che flirta col gospel. Justin Bieber sorprende gli addetti ai lavori col singolo Holy, traccia che anticipa il suo ultimo album Justice. Un lavoro che consacra (non che ce ne fosse bisogno) l’artista canadese, qui predicatore di un amore verso una bella che diventa poi parallelismo per ciò che è più grande di noi, ciò a cui crediamo. L’armonia ne è una logica conseguenza, un crescendo di cori che accompagna noi e Justin verso l’altare, con un riff di pianoforte che a chiudere gli occhi pare di essere ad una messa ad Harlem la domenica mattina. Non lasciatevi spaventare, l’equilibrio c’è eccome, anche quando fa capolino Chance the Rapper. La sua barra riporta la traccia su un beat hip pop e si stacca bene col resto del brano, senza mancare l’obiettivo: per godersi in modo sano la propria vita c’è bisogno di una guida a cui affidarsi. Una predica sempre valida.

 

2 – Squid, Paddling

Altro giro, altro regalo dall’Inghilterra. Le terre della Regina ci consegnano un altro interessantissimo gruppo in salsa post punk, sicuramente da tener d’occhio. E’ passata infatti senza far troppo rumore la manciata di singoli che la band di Brighton ha pubblicato sulle proprie piattaforme dal 2017 ad oggi, un gran peccato considerando freschissime sonorità, tra chitarre à la garage e scariche di batteria. Che forse ci volesse una pubblicazione per dar finalmente agli Squid ciò che è degli Squid? Speriamo. Rimanendo in attesa di Bright Green Field ascoltiamoci intanto il singolo che ne anticipa l’uscita, quel Paddling che lo stesso quintetto descrive come “la dicotomia tra i piaceri più comuni e il consumismo decadente”. Noi ci fidiamo.

 

1 – Massimo Pericolo ft Venerus, CASA NUOVA

Una delle migliori uscite di marzo 2021 ce la porta Massimo Pericolo, con l’opening track del freschissimo SOLO TUTTOCASA NUOVA è una traccia che segue l’archetipo del io ce l’ho fatta nonostante tutto e vi spiego perché cara a molti rapper, senza però cadere nell’autoreferenzialità: il messaggio di MP non è tanto su quello che ho e ciò che sono ora, quanto piuttosto su ciò che ho sacrificato per arrivarci. Scelte per niente facili, ma che fa sue con coerenza. A confermare la bontà del pezzo ci pensa il bridge di Venerus che, come un genitore premuroso che dà una sistemata alla giacchetta storta del figlio davanti scuola, mette ordine alla traccia: il suo intervento è solo un inciso tra le barre, ma tanto bene spiega le sonorità chill di un brano in netto contrasto col resto dell’album.

 

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