Top 5 filantropi nella musica

Temete, cari lettori. È tornato quel periodo dell’anno, il momento in cui alzare il naso in aria significa intercettare luci e decorazioni colorate appese alle siepi dei condomini, o, ancora peggio, i babbi natale affetti da nanismo aggrappati ai balconi del centro città. Aiuto. Cosa vogliono? Nei lori piccoli sacchi non ci starebbe nemmeno l’abatjour dello studiolo del nonno, mandateli via.

Ma il Natale in arrivo significa che è anche la stagione dei regali. Vediamo allora, chi nel mondo della musica leggerà il proprio nome nella lista dei bimbi buoni.

5 – Jack Johnson

Il cantautore statunitense non è di certo nuovo alla sensibilizzazione in favore dell’ambiente e merita senza esitazione un posto nei migliori filantropi nella musica. Quando non pizzica le corde della sua chitarra acustica assieme a scimmiette animate, il suo hobby è quello di lottare l’inquinamento globale con generose donazioni a fondazioni green, come quelle create dallo stesso Johnson insieme alle moglie a partire dal 2004. La Kokua Hawai’i Foundation è nata per sostenere l’educazione per l’ambiente nelle scuole hawaiane, mentre la Johnson Ohana Charitable Foundation è figlia dei ricavati del tour del 2008 Sleep Through The Static e si erge per limitare l’utilizzo della plastica ed il riciclo dei rifiuti. Bel Lavoro JJ!

4 – Madonna

Nel corso degli ultimi anni la popstar di origini italiane ha dimostrato di avere un cuore d’oro (oltre alla pelle di plastica e le labbra di gomma). Nella sua onlus Raising Malawi, c’è tutto l’amore che Miss Ciccone nutre verso i meno fortunati e nello specifico verso questo paese africano, che ha deciso di aiutare come meglio non potrebbe a partire dal 2006: educazione ai bambini, cure e sostegno per i malati di HIV e la costruzione di ospedali nella zona sono tra i programmi che l’artista ha portato a termine finora, un’abbuffata di filantropia che culminerà addirittura con l’adozione di quattro bambini provenienti dal paese.

3 – Elton John

“Ho guardato indietro alla mia vita e mi sono reso conto che non avevo fatto abbastanza”

È con questo pensiero che nel 1991 l’eclettico cantautore inglese Elton John ha fondato la sua Aids Foundation a seguito della perdita di uno dei suoi più cari amici. E se è vero che i rimorsi sono un terribile fardello da dover portarsi appresso, un modo per trovarne pace è quello di prodigarsi per cercare di evitare che certi errori si ripetano. E John ha trovato pace e soddisfazione con un onlus che ha raccolto più di 350 milioni dollari per la prevenzione al contagio del virus in diversi paesi del mondo. Equilibrio karmico assicurato.

2 – Eddie Vedder

C’è poco da fare. Certa gente sono mejo. Eddie Vedder le ha tutte: frontman di una delle band più influenti della scena rock degli ultimi trent’anni. Cantautore solista e produttore di colonne sonore per alcuni pellicole epocali del recente passato (Mi Chiamo Sam, Into The Wild –Nelle Terre Selvagge) e, a quanto pare, anche uno dei migliori filantropi nella musica. Servono più dita di più braccia per contare gli eventi benefici a cui Eddie Vedder ha partecipato coi suoi Pearl Jam, dal suo sostegno per il diritto di libera scelta per le donne riguardo la loro fertilità fino alla compilation del 1999 No Boudaries: A Benefit For The Kosovar Refugees¸ i cui introiti furono totalmente devoluti in beneficenza. E poi, il loro intervento per le vittime degli attentati dell’11 settembre e per le conseguenze dell’uragano Katrina. Insomma, una carrellata interminabile di interventi concreti e impegno sociale. Il mondo con Eddie è un posto più bello.

1 – Bono Vox

La linea sottile che divide cantante e filantropo a volte è più sottile che mai. Chiedere a Bono Vox per conferma, storico leader degli U2 da sempre attento a ciò che più potrebbe aiutare il mondo che occupiamo. La sua battaglia personale comincia nel 2002 con la fondazione DATA (Debt, Aids, Trade in Africa), un’organizzazione che ha l’intento di far crescere la consapevolezza riguardo il debito estero dell’Africa, l’incontrollabile diffusione dell’AIDS e le oppressive leggi di mercato che impoveriscono gli abitanti di questi stati. Con gli U2 si esibisce inoltre al concerto benefico per l’indipendenza del Tibet del 1997 (insieme, tra gli altri, proprio a Eddie Vedder), prima di fondare insieme alla moglie un marchio di abbigliamento per promuovere il mercato equo solidale in Africa. Bono di nome e di fatto.

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