Le storie di Tavo nascoste in Theia

Questa mattina mi sono svegliato presto. Il caldo mi ha dato una tregua grazie a una giornata leggermente uggiosa, con quel vento estivo e fresco che ti dona un sollievo talvolta necessario. Così davanti al mio solito caffè ho premuto play sul disco di Tavo, Theia, e ho ascoltato attentamente quello che mi voleva comunicare.

Immediatamente evidente è la capacità di Tavo di applicare, in quasi tutti i brani di Theia, una sana dose di delicatezza, che non è poi così usuale per i tempi che corrono. Un altro fattore determinante che mi ha permesso di apprezzare fortemente questo disco è la presenza degli strumenti e l’attenzione sull’arrangiamento. Il risultato complessivo dimostra, infatti, una maturità artistica notevole.

Si capisce insomma che, dietro a queste sei tracce, c’è molto lavoro, impegno, sudore e attenzione per i dettagli. Tavo, con il suo album Theia, sembra aver intrapreso una strada ben precisa, non soffermandosi a proporre un semplice pop fatto di tre note, kit di batteria e due synth vintage. I brani di Theia sono costruiti per essere compresi in maniera limpida da chi fruisce dell’album.
Etichettare Theia come album prettamente Pop mi sembra, infatti, leggermente limitativo e credo non ripaghi gli sforzi sostenuti. Forse l’immagine istrionica del personaggio può ingannare, facendoci pensare a un progetto “leggero”. In realtà credo ci sia una vena cantautorale decisamente marcata, che merita di essere sottolineata.

Le storie di Tavo

Tavo nasconde tra i polpastrelli un’altra bellissima qualità: quella di saper raccontare storie. Non importa se siano ambientate centinaia di anni fa oppure oggi. Riesce a farci entrare nel racconto con liriche semplici e moderne. Riesce a districarsi sia ponendosi al centro del testo sia utilizzando la terza persona, senza avere particolari problemi.
Il brano che mi ha lasciato più malinconia ma che, allo stesso tempo, ritengo sia degno di essere citato è Il tempo di Ballare. Tavo ci fa immergere dentro una vasca di acqua che è divenuta tiepida, una ninna nanna agrodolce, una favola da raccontarsi ogni sera, da soli, prima di dormire quando, nonostante la stanchezza, non riusciamo a spegnere le idee.

Francesco Taverna può ritenersi soddisfatto per il lavoro fatto con Theia poiché a tutti gli effetti risulta essere un’ottima opera prima, che gli regalerà stimoli non indifferenti e gli permetterà di proseguire il percorso musicale intrapreso. Senza dubbio un artista che merita di essere citato tra gli emergenti più interessanti del momento. Un ottimo acquisto perciò per la Noize Hills Records.

Alcuni link utili

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