Le migliori cover musicali da ascoltare e riascoltare

Le cover spesso dividono, fra chi non le sopporta e chi non può far altro che stupire di fronte all’ennesimo prodigio del proprio artista preferito.

Quest’anno, come ogni anno, la terza serata del Festival di Sanremo ha visto la rivisitazione di grandi successi da parte degli artisti in gara. Stupiscono i Pinguini Tattici Nucleari, che portano un medley di sette canzoni che nei settant’anni del Festival sono passate proprio sul quel palco, suonando sia pezzi molto lontani nel tempo, come Papaveri e papere e Gianna, sia brani più recenti, come Rolls Royce.

Un grande esercizio di stile, in cui la band bergamasca riesce perché sa riproporre i brani in chiave moderna, portandole sul palco in una veste tutta nuova, personale.

Il segreto sta proprio in questo: la riconoscibilità. La stessa riconoscibilità che permette di identificare un pezzo nuovo del proprio artista preferito anche se è la prima volta che lo si ascolta alla radio, il marchio di fabbrica che fa urlare, con gli occhi spalancati “È LUI!”

Fare cover allora diventa un’arte – per chi le sa fare, in cui va trovata la giusta misura fra l’amore antiquario nei confronti dell’opera di altri e quella voglia di porre il proprio segno, riscrivere la storia alla propria maniera.

Nelle righe che seguono troviamo alcune delle migliori cover uscite negli ultimi anni e che stupiscono proprio per la loro originalità, per il modo in cui l’esecuzione di questi artisti porta a qualcosa di completamente diverso dall’originale, con grande gusto e rispetto.

IO NON PIANGO – VOINA

Califano ha sempre avuto una grande penna, e questo è uno dei suoi capolavori, in cui ci mette tutto il sentimento possibile, in una ballata che parla di vita e solitudine. La versione dei Voina, però, è tutt’altra cosa: salgono le chitarre e via gli archi, la disperazione diventa rabbia nell’urlo di Ivo Bucci, il cantante, che nell’interpretazione non ha più nulla di quella speranza che si percepisce nelle parole del cantautore romano, ma solo rassegnazione.

AMORE FERMATI – MOX

Mox è un cantautore romano di gran classe, e oltre a un album che è un gioiello – Figurati l’amore, uscito per Maciste Dischi – qualche mese fa ci ha regalato la sua versione di un classico di Fred Bongusto. Non era facile scontrarsi con un mostro sacro della musica leggera italiana, ma Mox e i suoi arrangiamenti trasudano eleganza, e ti perdi nelle parole di questa cover, calda e avvolgente. P. S.: il ritornello in questa versione fa davvero volare.

 

FIGLI DELLE STELLE – CERI feat. TATUM RUSH

Una delle canzoni più ballate su ogni riviera dagli italiani rivisitata da uno dei producer più influenti del nostro pop (già noto alle spalle di Frah Quintale e Coez). Ceri la spoglia della sua veste funky per trasformarla in un pezzo da club: la senti la cassa dritta, lo vedi il dj, devi ballarla. La voce di Tatum Rush (nuovissima leva di casa Undamento) è totalmente diversa da quella di Alan Sorrenti, alta e pulita, ma con questa base il testo funziona anche a qualche ottava più bassa.

E INVECE NIENTE – MARIA ANTONIETTA

Nell’indipendente italiano i Tre Allegri Ragazzi Morti sono una delle band più amate e longeve, con centinaia di concerti alle spalle, e decine di canzoni, alcune delle quali sono diventate dei piccoli classici. La cantautrice marchigiana Maria Antonietta reinterpreta uno dei loro ultimi successi, con la delicatezza che la contraddistingue, pensando più a togliere che a levare, come una vera artista, ed è proprio in questa veste essenziale che la cantante di casa a La Tempesta Dischi trova libero sfogo. Una piccola perla.

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