La Generazione degli Psicologi ha qualcosa da dire e ha capito come farlo

Nel buio della notte, Bomba dischi cala il poker d’assi: Generazione degli Psicologi, prodotta da Frenetik e Orang3. Ed è subito hit.

Gli Psicologi tornano con tutto il loro immaginario: la strada, le feste, le comitive, la necessità di comunicare in un modo che sia solo loro.

Giovani leve dell’etichetta che fu di Carletto e Franchino, sembra quasi vadano a ‘tappare il buco’ lasciato dal duo di Polaroid, anche se in realtà l’attitudine è totalmente diversa, meno votata al cantautorato e forse, per questo, più in grado di parlare a un pubblico giovane (tanto quanto, ma anche meno, dei due ragazzi di Roma).

Il pezzo è la giusta cifra fra conscious rap e la voglia di spaccare il mondo

Gli Psicologi hanno la grande abilità di saper sempre mediare fra il malinconico e l’allegro, riuscendo a cambiare il tono della canzone anche diverse volte nel giro di poche barre, forse influenzati anche da tutto un immaginario ‘indie’ o itpop (meglio) che non si può negare abbia lasciato un solco ormai indelebile nel modo di fare musica dei giovani artisti della scena italiana. Abbiamo davanti l’ennesimo esempio della padronanza di questi mezzi da parte degli Psicologi, che ci portano di nuovo in giro per il loro mondo, in cui c’è un tempo per divertirsi e uno per star male, e non sempre è detto che questi siano così staccati l’uno dall’altro.

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Generazione degli Psicologi è tante cose insieme, ma soprattutto è il racconto di due ragazzi, che vivono tutto ciò che vive un giovane della loro età, con lo stupore e l’entusiasmo che è in ognuno di noi, ma anche con una grande quantità di dubbi, incertezze e paranoie. In questo pezzo, come in ogni loro brano, tutto questo porta a quella necessaria ricerca e differenziazione di giusto e sbagliato, la ricerca di un senso nelle cose che ci accadono, portando spesso anche a risultati che ribaltano le aspettative.

La rivendicazione di una generazione

Mi hanno detto che

Le persone migliori rimangono da sole

Che non posso più fare sempre come mi pare

Che il problema in Italia è la mia generazione

Mi hanno detto che

Le persone come me rendono il mondo peggiore

Non resta che guardare questo mondo che cade

Ma noi abbiamo l’amore e loro hanno le pistole

Con Generazione gli Psicologi vogliono far sentire la loro voce e quella di tutti i giovani che, proprio come loro, vengono considerati poco, spesso niente, solo per essere la Generazione Z, senza considerare il percorso umano di ragazzi che hanno voglia di vivere, conoscere il mondo e sé stessi. È questo il grande messaggio dietro al lavoro di due ragazzi che hanno talento e un’idea da portare avanti.

La produzione

A confezionare il tutto magistralmente salgono in cattedra i maestri, Frenetik e Orang3, i due producer romani che stanno riscrivendo il suono dell’hip hop un pezzo alla volta – e non faccio riferimento solo a 06, il loro disco di inediti uscito nel 2019, ma anche alle varie collaborazioni con importanti artisti della scena italiana, fra i quali figurano anche Venerus, Coez, ma soprattutto Achille Lauro, per il quale hanno curato gli arrangiamenti (anche) di Rolls Royce. E forse è proprio la produzione la piacevole sorpresa del pezzo: i due musicisti per l’occasione compongono un tappeto musicale a metà fra rock ed elettronica, qualcosa che non è solo una base al servizio di un testo, ma un pezzo potente, che fa venir la voglia di muoversi già dal primo ascolto.

Un grande cast corale

Bomba dischi sceglie il meglio per i due giovani artisti romani, arrivando a produrre così un pezzo che ha tutto ciò che serve per essere strillato tanto dal palco quanto dai parterre di tutta Italia. E che l’etichetta romana avesse grandi aspirazioni per gli Psicologi lo si intuiva già dagli annunci di due delle loro date estive, con il MiAmi Festival e il Rock In Roma pronti ad accoglierli e a lanciarli a un grande pubblico.

 

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