INXS, 23 anni senza Michael Hutchence

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Oggi Michael Hutchence, frontman degli INXS, avrebbe 60 anni. Invece ci ha lasciati il 22 novembre di ventitré anni fa, a soli 37 anni di età. Sotto circostanze ancora controverse, quel giorno abbiamo perso uno degli artisti più carismatici che la storia del rock abbia mai conosciuto.

Misteriosa o no, la sua scomparsa ha lasciato un vuoto umano e artistico difficilmente colmabile, che ha nel tempo portato alla fine degli stessi INXS. Oltre al famigerato club 27, sono purtroppo tanti i giovani artisti scomparsi troppo presto, ma che nel loro breve passaggio hanno lasciato una traccia indelebile. Uno di questi è l’incredibile Michael Hutchence.

INXS, una musica senza etichette

Ciò che ha reso la band australiana un’icona degli anni ’80 è la loro musica eclettica, che ha saputo fondere pop, funk e rock in tutte le sue sfumature, dalla new wave al post punk. La loro era una musica autentica, di qualità, ma soprattutto senza etichette. Allo stesso modo lo era la voce di Michael Hutchence, le cui vibrazioni hanno reso iconica ogni canzone degli INXS.

Chi di noi, al di là dell’età, non si è mai scatenato ad una festa sulle note di Original sin?

Non a caso Original sinbrano tra i più famosi degli INXS, fa parte di quell’album che, nel 1984, definisce la consacrazione artistica della band australiana. Si tratta di The swing, che dopo i primi anni di “sperimentazione” musicale conduce gli INXS alla scalata verso il successo. Tuttavia, solo nel 1987 con Kick riescono gradualmente a farsi apprezzare in Europa oltre che in Australia e negli USA. Il mondo della musica è spesso oscuro e competitivo, ma perché tanta ostilità verso la band di Michael Hutchence? Evidentemente la loro unicità venne percepita da subito, suscitando le “invidie” di artisti e ascoltatori.

Michael Hutchence, icona anni ’80

Sebbene più tardi rispetto agli USA e alla nativa Australia, il successo non è mancato in Europa per gli INXS, soprattutto dopo l’uscita di Kick, che ha guadagnato ben sei dischi di platino. Quell’anno di exploit consacra Hutchence e la sua band come icona anni ’80, soprattutto grazie a brani straordinari come Need you tonight, indimenticabile per il suo ritmo irresistibile e il cantato sensuale e coinvolgente di Hutchence.

Fascino, carisma, voce e bella presenza: cosa volere di più da un artista degno di questo nome?

Ma Kick è anche l’album di quel capolavoro chiamato Never tear us apart, ben distante dai ritmi rock e funk dei brani più celebri, ma appunto testimone di quell’assenza di etichette che caratterizzava gli INXS.

In un brano del genere, l’intensità di Michael Hutchence dava il meglio di sé, suscitando emozioni forti alle quali è impossibile restare indifferenti. In tanti hanno omaggiato Hutchence con cover di Never tear us apart, in particolare Joe Cocker, che ne ha fatto una versione intensa e struggente. La mia preferita, però, resta la cover dei The National, incisa a inizio 2020 e inclusa nella raccolta Songs for Australia, il cui ricavato è stato interamente devoluto in beneficenza in seguito ai numerosi incendi che hanno colpito il paese.

1997: il “dopo”

Con la sua presenza scenica e la sua voce calda, Michael Hutchence dava realmente l’idea di avere il devil inside. Immagine artistica in contrasto con la vera personalità di Hutch, che i colleghi definivano generoso, timido e disinteressato alle attenzioni dello show biz, tuttavia sempre su di lui soprattutto per la sua travagliata vita sentimentale. Il suo successo come uomo e come artista nasconde un forte disagio interiore, che sfocia in un vortice di vizi ed eccessi e nella tragica scomparsa a Sydney il 22 novembre 1997.

Solo pochi mesi prima, l’amico e collega Simon LeBon dei Duran Duran gli aveva dedicato il brano Michael You’ve Got A Lot To Answer For, che lo stesso LeBon ha cantato dal vivo una volta sola, scoppiando in lacrime sul palcoscenico. Diverso tempo dopo, viene omaggiato anche dagli U2 con la famosa Stuck In A Moment You Can’t Get Out Of. Due omaggi in musica delicati e sentiti che il genio artistico di Michael Hutchence si è pienamente meritato.

Dopo la scomparsa di Hutch, gli INXS sono “sopravvissuti” fino al 2005, dopo inutili tentativi di rimpiazzarlo con una nuova voce. Nel 2005, a seguito del reality show Rock-Star Inxs, il canadese J.D. Fortune viene scelto come nuovo cantante della band. Con Fortune, gli INXS pubblicano un nuovo album-tributo, partono in tournée ma passando inosservati: gli INXS senza Hutchence sono come i Queen senza Freddie Mercury

Oggi, a 23 anni dalla scomparsa, cosa resta di Michael Hutchence e degli INXS? Resta il gruppo australiano che al mondo ha venduto più dischi dopo gli AC/DC. Resta il ricordo di una baby fan che canticchiava Beautiful girl sbagliando le parole (nel 1992 avevo 3 anni), nonché della prima band che mi viene in mente quando penso all’Australia.
Rimane una storia di brani iconici accompagnati da una voce unica, impossibile da sostituire. Perché inevitabilmente, Hutchence non faceva solo parte degli INXS: Michael Hutchence era gli INXS.

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