Top 5 interruzioni più assurde di concerti

In questi tempi di dirette costituzionali e decreti aggiusta-decreti che verranno aggiustati da altri decreti nulla sembra davvero saldo e sicuro. Kim Jong-Un non appare in pubblico da settimane, D. J. Trump propone iniezioni di disinfettante per curare il Covid e noi ci si chiede se esista un tutorial sul web per imparare a dire certe cagate. In generale l’aria che tinge il nostro futuro prossimo non è mai stata così vaga e nebulosa.

Molti festival, concerti e spettacoli sono già stati cancellati o rimandati all’autunno con la speranza di poter mantenere fissa la data; e quelli che ancora non hanno comunicato nulla a riguardo temiamo debbano farlo al più presto per aderire alle sempre nuove ordinanze.

Cerchiamo di prenderla con un sorriso allora e diamo un’occhiata a quegli artisti che per un motivo o per un altro hanno dovuto terminare anzitempo le loro performance.

Ecco le interruzioni più assurde di concerti.

 

 

5 – Morrissey, No verdure no party

L’ex leader dei The Smiths è sempre stato un personaggio altamente controverso. Oltre che per questa sua personalissima menzione nelle interruzioni più assurde di concerti, è conosciuto per i motivi più sensibili: dalle sue estreme posizioni nei confronti dell’industria discografica alle dichiarazioni davvero enigmatiche in fatto di politica che non ne permettono un collocamento definito, fino al suo ferreo attivismo come vegano e fautore dei diritti degli animali. Ideali nobili senza dubbio, non facili però da seguire.

Non fu di sicuro facile per gli organizzatori del Coachella Festival del 2009 quando doverono gestire un infuriato Morrissey che aveva interrotto la sua esibizione a causa del profumo (no, forse è meglio odore, o rischiamo di farlo incazzare di nuovo) di carne sul fuoco che gli arrivò al naso: terminò il set solo più tardi quella giornata, una volta ristabilita la calma ed evidentemente terminata la grigliata.

Diversamente da altre occasioni, il cantante britannico ha mostrato un’apprezzabile coerenza quando nel 2011 aderì al festival Lokerse Feesten in Belgio solo dopo aver ottenuto dagli organizzatori la garanzia che nessun alimento che contenesse carne sarebbe stato venduto negli stand dell’evento.

 

4 – The Beatles, non disturbare i vicini

Ancora loro, sempre loro. Vi abbiamo già parlato di questa iconica esibizione e di come Get Back, la punta di diamante dell’intero show, sia una perfetta canzone da balcone per affrontare l’isolamento insieme ai vicini di casa.

Oggi invece vogliamo citarvi il concerto dei The Beatles sul tetto degli uffici della Apples Corps per il suo stop prematuro e i suoi solo (purtroppo) 42 minuti di durata: l’apparizione della band a partire da mezzogiorno di quel 30 gennaio 1969 destò fin da subito curiosità prima ed euforia poi, così tanta a quanto pare che portò le forze dell’ordine all’intervento per sedare il traffico e la calca che si stava creando e per ristabilire la quiete pubblica.

Un’esibizione, l’ultima dal vivo dei FabFour prima dello scioglimento, interrotta quindi dai residenti del quartiere per il troppo baccano. Evidentemente, fan dei The Rolling Stones.

 

 

3 – Metallica, Mamma, mi si sono bruciati i ragazzi

Come dice il proverbio (?), “finché nessuno ci rimane secco, ci si può scherzare”.

E allora una delle interruzioni più assurde dei concerti non può non essere quella di Montreal 1992 durante il GNR-Metallica stadium tour : quando sei il frontman di una delle band metal più influenti di sempre non puoi di certo accontentarti di uno spettacolo ordinario, no di certo. Per onorare la tua nomea e regalare ai fan un’esibizione esplosiva prepara allora un arsenale di fuochi e giochi pirotecnici, ricorda solo di levarti un attimo quando partono le fiammate mortali apocalittiche. Evidentemente James Hatfield, leader dei Metallica, non aveva ricevuto quest’ultima notifica.

Gli operai pirotecnici modificarono infatti il layout dei fuochi prima dell’inizio del concerto, non comunicandolo però alla band e provocando ustioni di secondo e terzo grado a un Hatfield che si era avvicinato ingenuamente ai cannoni ai lati del palco.

Ironia della sorte, l’incidente si consumò durante l’interpretazione del brano Fade to Black che, beh, ben si addice a una sana sfumatura carbonizzante.

 

2 – Foo Fighters, Du gamb is megl che uan

Rimaniamo nella categoria infortuni sui quali ahah possiamo ridere.

Dave Grohl nel 2015 come Dorando Pietri nel 1908. Se al posto della maratona olimpica ci si mette il concerto a Goteborg dei suoi Foo Fighters e a quello dell’aiuto dei giudici un gesso da frattura e una sedia sui cui sedersi.

In Svezia l’aria è evidentemente salubre e carica di energia, soprattutto se ti chiami Dave Grohl e la tua band sta suonando per il tour europeo del nuovo album Sonic Highways, ed è facile perciò farsi prendere dall’euforia e fare un passo falso. Letteralmente: durante l’esecuzione di Monkey Wrench il frontman ha avuto un notevole calo di visione periferica e ha imboccato la sezione di palco dove il palco non c’era, esibendosi in una rovinosa caduta.

Tutto ok? Sì e no. Grohl rimase a terra diversi minuti prima di essere trasportato in ospedale con una frattura composta alla gamba con la promessa però che, una volta sistemata, sarebbe tornato dal pubblico per terminare lo show.

E grazie all’efficiente servizio sanitario svedese e a quell’aria salubre e carica di energia, così è stato.

 

1 – Kings of Leon, il concerto di m***a

Chissà se è vera l’immagine dei pomodori tirati sul palco, una sorta di lapidazione vegana come protesta verso una pessima performance. Voglio dire, chi è che porta con se dei pomodori a un’esibizione? Che poi, se invece finisce che ti piace, che fai, te li mangi tutti? Li smazzi tre pezzi per un token?

Ma mettiamo agli atti che a ogni concerto mal riuscito corrisponda un lancio di ortaggi, che cosa si tirerebbe allora alla band se il suo show facesse davvero (ma davvero) pena? I Kings of Leon, in senso lato, lo hanno scoperto sulla loro pelle.

Durante una loro data del tour del 2010 al Verizon Anphitheatre di St. Louis la band della famiglia Followill ha dovuto interrompere prematuramente il concerto a causa di uno stormo di piccioni che aveva scelto proprio il palcoscenico come target principale delle loro feci.

“Jared è stato colpito più volte durante le prime due canzoni e alla terza, quando è stato colpito in bocca, era chiaro che la situazione s’era fatta pesante”

Dopo i primi tentativi di continuare a suonare, infatti, il gruppo ha deciso di mettersi in fuga e concludere lo show, evitando ulteriori assalti. A pensarci bene, sì, meglio i pomodori.

 

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