Il nuovo singolo di Ill Dandy carica: ecco Na Na Blunt

Ill Dandy è un rapper e amico laziale che ha fatto uscire oggi il suo nuovo singolo, Na Na Blunt. Ne abbiamo parlato, di quello e di molte altre cose, portando alla luce il fatto che la musica, per un artista, molto spesso è più di un sistema per sfondare, ma un modo per parlare agli altri, anche aprendosi totalmente, come lui cerca di fare con la propria musica.

Raccontaci di te: chi sei, da dove vieni e come ti sei avvicinato alla musica?

Sono Matteo Pacitto, ho ventidue anni e vengo da Alatri, in provincia di Frosinone. La musica me la porto dentro sin da bambino, visto che sono nato in una famiglia di musicisti: papà ha suonato un po’ di tutto, e faceva anche serate con le band, e quando provava io ero lì che lo ascoltavo, che fosse al pianoforte o a qualche altro strumento; mio fratello invece è chitarrista e mia madre ha sempre ascoltato un sacco di cantautorato italiano. Le influenze quindi arrivano tutte da casa, finché non c’è stata la scintilla che mi ha portato al rap attraverso personaggi come Fabri Fibra – anche se fino a tutte le medie sono stato un appassionato di rock e metal. Poi intorno al 2010 ho scoperto personaggi come Gemitaiz, Madman o Jesto, e mi sono recuperato i loro lavori precedenti. Così dall’ascolto sono passato alla scrittura, prima solo per me o per cerchie ristrette, poi piano piano ho cominciato ad “aprirmi” a tutti, finché l’anno scorso non è uscito il mio primo singolo vero e proprio.

Hai un nome d’arte molto particolare. Da dove arriva?

Ill Dandy ha tutta una storia dietro… a me ha sempre affascinato la figura del dandy, e quel nome così particolare, ne parla anche Jesto in un brano, e in riferimento al suo modo di intenderlo avevo deciso che il mio nome d’arte dovesse essere Dandy Sgar, dove Sgar era il soprannome che mi aveva dato un mio amico. Però ero arrivato a un punto in cui non mi convinceva più, così ho optato per un nome che rispecchiasse il modo in cui mi piace scrivere (molto diverso da Na Na Blunt), frenetico… malato appunto, e così è arrivato Ill.

Pensi che fare rap, oggi, sia qualcosa di difficile?

Secondo me è molto molto più facile rispetto agli altri anni, sicuramente anche grazie ai social network, perché comunque se hai 15 euro su una carta di credito fai un pezzo e lo promuovi, lo sponsorizzi su Instagram, su Facebook, vuoi o non vuoi quella fetta di pubblico, di gente che visualizza il post, magari ci clicca sopra, ti lascia il Mi piace, lo fa girare ad altri amici, e diversi dei rapper che si sono affermati ultimamente secondo me ci sono riusciti anche grazie a questo meccanismo, alla grande spinta che ti danno i social oggi.

E secondo te questo come cambia il rap game?

Può essere una cosa positiva, ma allo stesso tempo negativa: positiva perché magari c’è un ragazzo che non ha le possibilità economiche che hanno altri e quindi, con il discorso che facevo prima, quei 15 euro sulla carta di credito magari gli possono svoltare la vita, però allo stesso tempo tutti hanno la libertà di potersi esprimere, tutti possono fare musica, e non è per stare a fare dissing o frecciatine, ma questo da voce anche a chi magari non è così bravo o preparato…

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Sto ascoltando i nuovi beat💡

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Hai fatto alcuni nomi, ma c’è qualcuno che ti fa veramente impazzire?

A livello di lavoro e di originalità sicuramente Tha Supreme, che magari per molti può passare come il trapper dei bambini, magari anche per l’immagine che si è creato, però secondo me dietro tutto il lavoro grafico, musicale, di marketing, c’è un impegno allucinante. Un vero hitmaker, anche così giovane…

A proposito di giovani e hit: che ne pensi di Madame?

Non è fra i miei preferiti, ma i riferimenti che ha sono interessanti. Io l’ho scoperta per caso su Instagram, mentre faceva una cover di Ansia no degli FSK e dico la verità, è molto brava, anche se non mi fa impazzire. Ma ora che li ho tirati in causa ti dico che secondo me gli FSK spaccano davvero, indipendentemente dai gusti. Certo, sono molto simili come fenomeno alla Dark Polo Gang, però il lavoro che c’è dietro è davvero incredibile.

Ti accodi a chi ne parla come la nuova DPG?

Non so, ma io ci metterei la firma per una loro collab. Poi certo, magari si sgonfiano e restano una brutta copia, ma quando riesci a portare un fenomeno del genere a quei livelli hai già vinto, soprattutto se pensi a quanti oggi ci provano ma non riescono.

Arriviamo al tuo nuovo singolo. Da dove viene “Na Na Blunt”?

Nasce in un periodo in cui io avevo deciso di abbandonare la musica: tutti quanti abbiamo quel momento in cui pensi che quello che stai facendo magari non ti convince appieno, in cui non ricevi il feedback che ti aspetti, in cui sembra che le cose che stai facendo le stai facendo per te stesso e per altre 5/6 persone, più cose mie personali, mi ero buttato giù per un periodo, avevo scritto anche sul mio profilo Instagram che ero intenzionato a smettere con la musica, però non mi sono mai fermato a scrivere, magari quell’oretta di tempo la sera, la notte, prima di andare a dormire, mettevo un beat e scrivevo e quello restava sul telefono. In realtà più o meno ho continuato, nonostante la mia decisione, a pubblicare magari qualche frase che scrivevo nelle storie di Instagram, a ripubblicare qualche pezzo che era uscito in precedenza.

E poi una ragazza, che in realtà conoscevo già di vista perché eravamo nella stessa scuola, una volta mi risponde a una di queste storie e parliamo a lungo, anche della musica. E in queste chiacchiere, nel corso del tempo, mi ha sempre rinfacciato che non avevo ancora scritto una canzone per lei (ride, ndr.). Così arriva questa sorta di scommessa, con lei ma anche con me stesso, e ho cominciato a giocare su un terreno per me molto diverso, tant’è che sembra un pezzo più ‘indie’ rispetto a quello che faccio di solito. Alla fine ne ero contento, mi trovavo bene, e ho deciso di farlo per lei, per questo esce proprio oggi, che è il giorno del suo compleanno. È stato bello, davvero, perché ho capito che nonostante uno possa avere questa voglia di smettere, di abbandonare le sue passioni, ci può sempre essere quella piccola scintilla, quella motivazione che ti porta a fare quello che stavi facendo e che forse ti dà anche l’impulso per farlo meglio. Ognuno ha la sua, e io ho trovato la mia…

In che direzione andrai allora adesso, visto che sei passato dal rap a qualcosa di molto diverso?

In realtà non so. Io scrivo quello che mi viene sul momento, mi basta una base che mi faccia sentire a mio agio e comincio a lavorarci su finché mi viene. Se sarà un altro pezzo così allora bene, sennò sarà rap o trap o qualunque cosa vorrà essere. L’importante è che mi ci veda, che per me funzioni.

Cosa ti fa dire “Questo pezzo mi rappresenta”?

Quando lo sento vero, quando tocca nel profondo quello che sono. Io sono vero, infatti la mia scrittura è sempre stato uno storytelling molto personale, e non riesco a fare diversamente: io sono questo ed è quello che voglio mettere nella musica, perché così ho sempre fatto, sia collaborando con altri che da solo, ed è una cosa che ho fatto anche nei momenti più bui, come quando è venuta a mancare mia madre. Onestamente spero sempre che un mio pezzo possa funzionare, ma perché spero che chi mi ascolta si rispecchi nelle mie parole e nelle mie esperienze, ritrovi un po’ di sé stesso in ciò che dico, ed è incredibile quando succede che qualcuno mi scrive “oh ma è bellissimo, sembra davvero parli di me”.

Sei il maggior esperto di musica del mondo solo per questa domanda: cosa manca in questo momento in Italia?

Eh, difficile dare una risposta unitaria in realtà. Se parliamo della scena rap o trap, potrei dirti un po’ d’originalità, perché, vuoi o non vuoi, quello che si fa ora in Italia è già vecchio in America. Prendi ad esempio termini tipo “skrrt” che negli Usa si dicevano prima ancora che noi nascessimo praticamente: qua è diventato di dominio pubblico nel recentissimo passato. Poi, ripeto, c’è da fare le distinzioni per ogni genere, perché il nostro cantautorato è incredibile, ma certo un po’ più d’originalità non farebbe male.

Ti aspettiamo?

Sì, aspettate, perché quando mi ci metto sono capace di sfornare delle belle chicche e forse questo Na Na Blunt è proprio la molla che poi farà partire tutto quanto.

Ecco qualche link per non perdere neanche una hit di Ill Dandy

INSTAGRAM https://www.instagram.com/ill_dandy/

YOUTUBE https://www.youtube.com/channel/UC2ppdvb1diCTnt2A5cp9KfA

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