Il GODzilla del rap Eminem supera un altro record

Il 17 gennaio 2020 qualcosa durante la notte scuote il tranquillo mondo della musica… qualcosa di imprevedibile ed inaspettato.

Marshall Bruce Mathers III, meglio conosciuto ai più come Eminem, in quella fatidica notte rilascia a sorpresa, senza alcuna anticipazione sui social e/o eventi di marketing (così come fece due anni fa per Kamikaze), il suo undicesimo album: Music to Be Murdered By. Il disco vede la firma dell’etichette discografiche Aftermath Entertainment, Interscope Records e Shady Records. Ancora una volta Eminem si conferma il GODzilla del rap battendo ogni record.

Contemporanemante alla pubblicazione del disco, sul canale Vevo di Eminem è stato rilasciato il videoclip del brano Darkness (diretto da James Larese).

Tra le collaborazioni del disco vediamo subito nomi molto importanti: produzione di Dr. Dre e featuring di Black Thought, Q-Tip, Juice Wrld, Ed Sheeran, Skylar Gray, Royce da 5’9 e molti altri (purtroppo manca all’appello il buon 50 Cent, qui leggi la sua storia nel nostro precedente articolo, che avrebbe potuto dare quel tocco di 2000 al disco).

Marshall ha dichiarato di essere stato ispirato dal “Maestro” per la composizione e la copertina di questo album. Se vi state chiedendo tale “Maestro” chi sia, stiamo parlando di Alfred HItchcok che nel 1958 presentò un album dal nome: Alfred Hitchcok presents Music to Be Murdered By.

Le critiche

Poco dopo la pubblicazione del disco, numerose critiche sono state rivolte a Eminem per un verso contenuto nel brano Unaccommodating scritto in collaborazione con Young M.A.

In questo verso, il rapper di Detroit recita:

I’m contemplating yelling “bombs away” on the game
Like I’m outside of Ariana Grande concert waiting

Sulla rima sono intervenute diverse persone, tra cui Andy Burnham (sindaco di Manchester) che ha dichiarato in un’intervista alla BBC “È offensivo senza motivo e profondamente irrispettoso verso le famiglie e tutte le persone colpite”. Elkan Abrahamson, avvocato difensore di alcune delle famiglie delle vittime, ha invece affermato, durante un’intervista rilasciata al Guardian, che “Eminem è un traditore del suo talento; questo è irrispettoso, ingiustificato e inutilmente crudele”.

La madre di Martyn Hett, fan 29enne della cantante americana rimasto vittima nell’attentato, ha invece dichiarato su Twitter: “Sembra che si stia approfittando della fama di Ariana Grande e Justin Bieber, dicendo cose sgradevoli su altre celebrità. Per niente intelligente. Completamente inutile. E prima che tutti i fan di Eminem si avventino su di me, non mi interessa e non mi farò coinvolgere”.

Il verso del rapper è arrivato come un fulmine a ciel sereno dato che lo stesso Eminem aveva in passato incoraggiato i suoi fans a fare una donazione alla Croce Rossa britannica a sostegno delle famiglie delle vittime dell’attentato e aveva rappato della vicenda nel brano Kick Off con un tono totalmente differente:

Suicide bomber that’s seeing
Ariana Grande sing her last song of the evening
And as the audience from the damn concert leaving
Detonates the device strapped to his abdominal region

Critiche simili a quelle mosse nei confronti di Marshall furono mosse in Italia a Salmo nel 2017, anno in cui il rapper sardo pubblicò il singolo Estate dimmerda che conteneva il seguente verso:

Non avere paura, non restare nell’ombra
Allaccia la cintura, sto concerto è una bomba
Dicono “Allah è grande”, ma noi che ne sappiamo?
Chiedilo a Ariana, che facciamo?
Vabbè balliamo.

Che Eminem lo abbia fatto per catturare l’attenzione e portarla su argomenti scomodi oppure lo abbiano fatto solo per il gusto di faro, non ci è dato saperlo… sicuramente ha riportato alla luce il tema caldo degli attentati nei luoghi pubblici e le persone, parlandone, hanno ripreso coscienza della questione.

Il GODzilla del Rap

Con Music to Be Murdered By il rapper americano ha colto l’occasione per infrangere un record che già gli apparteneva. Con il brano Godzilla il cantante più veloce del west (ah ah ah) ha rappato 339 sillabe in 30 secondi… ripeto, 339 sillabe in 30 secondi. Stiamo parlandi di 11.3 sillabe al secondo (se pensavate che in Rap God Marshall rappasse veloce, dovete ricredervi! Nello storico brano il rapper pronunciava “solo” 1.7 sillabe al secondo). Se per Blun7 a Swishland di Tha Supreme vi avevo consigliato di preparare accanto a voi una scatola di Moment Act, per Godzilla vi consiglio qualcosa di più pensante perché, fidatevi, un Moment non basterà.

Il brano ha catturato subito l’attenzione del pubblico in quanto è stato scritto in collaborazione con Juice Wrld, tragicamente scomparso lo scorso dicembre. Da alcune fonti vicine al rapper è emerso che l’artista è riuscito a completare il ritornello poco prima della sua dipartita, non riuscendo però a chiudere un verso che Eminem avrebbe voluto inserire nel singolo.

Il testo di Godzilla

Passiamo ora ad un’analisi veloce del testo, per comprenderne significato e contenuto.

Nel primo verso Eminem parla di sé come di un alcolizzato che non riesce a controllarsi quando è sotto l’effetto dell’alcool, sostanza che lo fa andare letteralmente fuori controllo trasformandolo in un mostro (Godzilla in questo caso). Marshall ne ha per tutti, da chi lo odia alle cosiddette “Gold Diggers”, quelle ragazze assetate di denaro e fama a cui il rapper augura insogna (Em ha sempre dichiarato di essere attratto dall’intelligenza più che dalla bellezza… conoscendolo questa volta ci è andato piano con loro):

Shady’s in this bich, I’m posse’d up
Consider it to cross me a costly mistake
If they sleepin’ on me, the hoes better get insomnia
ADHD, hydroxycut

Photo by Scott Garfitt/Shutterstock

Il ritornello passa nelle mani di Juice Wrld che compara sé stesso a Godzilla. Il termine “spitting fire” in slang identifica la capacità di un MC di rappare e qui Juice lo paragona alla capacità di Godzilla di sputare fuoco. Juice di notte diventa un mostro, ed è meglio non incrociare il suo cammino:

You get in my way, I’ma feed you to the monster
I’m normal during the day, but at night, turn to a monster
When the moon shines like Ice Road Truckers
I look like a villain outta those blockbusters
Godzilla, fire spitter, monster

La palla torna ad Eminem che nel secondo verso si immagina prigioniero di un ospedale psichiatrico all’interno del quale pensa continuamente alla sua vita, a cosa è stata ed a cosa ne sarà:

I’m in a mental hospital with a crystal ball
Tryna see, will I still be like this tomorrow?

Questa è una costante nei pezzi del cantante di Detroit, che è sempre molto autoriflessivo sulla sua vita, i suoi errori e gli obiettivi raggiunti e da raggiungere.

Il terzo verso di Em invece è storia pura, una chicca da far ascoltare ai nipoti davanti a un camino in una sera d’inverno.

Il buon Marshall è notoriamente riconosciuto per la sua menefreghismo nei confronti di tutto e di tutti e questo l’ha portato a sedersi sul trono del rap mondiale incoronandolo “King del rap”… ah no scusate, quello è Marracash… Eminem è, come si è autodefinito, il Rap God. In questo verso Em lancia rime a tutti e lo fa con una velocità impressionante (stabilendo il record di cui sopra) e, in un certo senso, deridendo chi dubitava di lui.

Infatti, nonostante i diversi rumors su un possibile suo ritiro dalle scene a causa della sua età (prossimo ai 50 anni) lui ci tiene a ricordare a tutti che è ancora il Dio del rap e che, alla sua età, riesce ancora a giocare tra i migliori in serie A.

Se lo volevate in pensione vi do una brutta notizia: dovete aspettare ancora un bel po’!

Curiosità:

1) All’età di 9 anni Eminem finì in coma per una settimana a causa di un pestaggio da parte di un bullo.
2) Eminem venne minacciato da Al Qaeda a causa del video di Without me nel quale il cantante ironizza sulla figura di Bin Landen.
3) Il nome d’arte “Eminem” deriva dalle iniziale del suo nome “M” ed “M” di Marshal Mathers che pronunciate velocemente in americano suonerebbero proprio come Eminem.
4) Ha vinto un Oscar per la migliore canzone originale con il pezzo Lose Yourself.

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