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I Respiro ci raccontano il loro nuovo disco: Jungle Gum

Dopo il successo di unPOPositivo, che nel 2019 ha segnato la svolta iconica del duo salentino, i Respiro tornano con Jungle Gum. Traccia dopo traccia veniamo trascinati nella giungla urbana, dove i viaggiatori del futuro si muovono istericamente alla ricerca di una rivalsa personale.

Lara Ingrosso e Francesco Del Prete, in arte i Respiro, sono una miccia combustibile di talento per la sperimentazione, contemporaneità e testi attuali. Per capirne un po’ di più sulla loro Jungle Gum e sui loro progetti futuri, li abbiamo intervistati.
respiro jungle gum

Copertina dell’album Jungle Gum dei Respiro

Jungle Gum è un disco denso, metafora e racconto di una giungla di suoni in cui ogni abitante del XXI sec. è immerso. Qual è stato il processo che vi ha portato ad incapsulare il frastuono e renderlo fruibile per il pubblico?

È un processo che ha di certo a che fare con il nostro intento iniziale di portare argomenti urgenti all’attenzione dei più, sfruttando melodie e sonorità dirette, il sarcasmo e un’esuberanza apparente che evidenzi i contrasti insiti nel gioco stesso della giungla urbana, che poi gioco non è mai. Quindi anche il rumore ha un ordine e una voce riconoscibile, così come nella quotidianità è un suono familiare, a cui l’orecchio si è abituato nonostante sia frastornante ed è incastrato a giochi di parole, cori esplosivi, onomatopee e citazioni anni ’80.

NQSB, acronimo di noi qui stiamo bene, è un brano che non risparmia nessuno: no va, terrapiattisti, complottisti e leoni da tastiera. Pensate che ci sia ancora qualcosa che possa salvare il mondo dall’ignoranza oppure non c’è speranza? Il messaggio che volete veicolare ruota attorno a un cinismo cosmico o a un’ironia a sfondo positivo?

C’è sempre speranza, almeno fino a quando ci sarà qualcuno come noi e voi che ne parli e ci rida sopra, sempre con ironia e magari con una canzone, un film, un libro, un articolo. Per ogni NQSB pronto a gridare al complotto, c’è sempre qualcuno dall’altra parte che resiste alla tentazione dell’informazione fake e sceglie la strada della ricerca e della fiducia scientifica.

Com’è nata l’idea di unire violino e voce a suoni electro pop/hip-hop che strizzano l’occhio all’EDM degli anni ’80?

Il nostro amore non troppo segreto per gli anni ’80 si esprime nel nostro sound, come nella nostra estetica, in modo del tutto naturale. Non c’è una motivazione precisa che si spinge a citarli. Volevamo far incontrare la musica italiana e la scuola hip-hop/pop americana e quest’ultima negli ultimi anni si è nutrita molto di suoni vintage, ragione in più per dare sfogo a questa parte di noi.

La musica del futuro è un brano che evidenzia la mancanza di originalità e sperimentazione nella musica di oggi. Come fa un artista, secondo voi, a superare questo status quo di appiattimento generato da un mondo iper denso di informazioni al fine di scoprire nuovi orizzonti musicali?

La musica del futuro racconta l’arrivo di due personaggi dal futuro, che attraverso i quadri descritti nelle tracce del disco viaggiano alla scoperta del nostro presente. Il discorso sulla mancanza di originalità e sperimentazione nella musica di oggi è davvero molto marginale, ma è effettivamente presente. A nostro avviso non esiste una strada, un metodo per distinguersi, è già di per sé un controsenso perché l’originalità è frutto dell’urgenza di dire qualcosa. Ma quella non si insegna e non si può imparare…la fame o ce l’hai o non ce l’hai e se non ce l’hai e cerchi la risposta in quello che seminano gli altri, allora sarà difficile essere rivoluzionari.

Rispetto a unPOPositivo, album che ha riscosso una grande fortuna nel 2019, che cosa ha diverso Jungle Gum? Qual è stata l’evoluzione tra i due album? Avete progetti futuri?

Jungle Gum è un disco più crudo, più realista e questo si percepisce anche nella produzione. Abbiamo indubbiamente spinto l’acceleratore sull’utilizzo dell’elettronica ed era nostra intenzione rendere ogni traccia esplosiva, perché fosse descrittiva di questo presente che a volte sembra travolgerci. In unPOPositivo le storie delle tracce erano spesso risolutive nella loro conclusione. Jungle Gum non lascia molto spazio ai lieto fine, ma ci racconta che si può imparare a vivere bene anche in un mondo tanto caotico e precario.

Grazie mille ragazzi!

Per ascoltare Jungle Gum dei Respiro, visita i canali YouTubeSpotify della band!

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