Seconda parte dedicata ai Ramones e al Movimento Punk, tra origine ed evoluzione.
Riprendiamo esattamente da dove eravamo rimasti la scorsa settimana.

Blitzkrieg Bop: Guerra lampo. 1 2 3 4! Gabba Gabba Hey!

Ci troviamo nel 1974, per la prima volta un sodalizio tra 4 ragazzi di New York getta le basi per i Ramones e per il movimento Punk, un movimento che da lì a poco sarebbe diventato un fenomeno mondiale che avrebbe sconvolto completamente il panorama musicale e la cultura di massa. Usciamo dagli anni dei Beatles, dei Doors, dei New York Dolls, di Iggy Pop e del tanto amato Pop Rock che accomunava intere generazioni di adolescenti.

Joy, Dee Dee, Johnny e Tommy fondano allora I Ramones. La band è caratterizzata da un suono minimale con forti influenze Dada e dalla grinta di un disagio che legava tutti i membri della brigata. Joy, il cantante, usciva da una brutta esperienza avuta con una precedente band Pop Rock. La band allontana il ragazzo con una scusante molto controversa: “non sei molto carino a vederti”. Ma, come in tutte le più belle leggende, nulla fu più dissacrante e positivo per il giovane Joy. Johnny era un bullo di quartiere che sentiva di sprecare la propria vita in risse e brutte compagnie. Dee Dee dedito alle droghe sin da tenera età, trova nel basso e nei Ramones una seconda opportunità di vita e di rivalsa espressiva. Tommy, imparò a suonare la batteria per necessità. Serviva qualcuno che la suonasse, e allora…

Essendo alle prime armi e non avendo le abilità necessarie per suonare delle cover, si impegnarono sin dall’inizio a comporre brani propri. Esce nel 1975 l’album Ramones che diventa immediatamente virale con la Hit Blitzkrieg Bop. Nell’album pezzi dal calibro di I Don’t Wanna Walk Around With You, Today Your Love Tomorrow The World, Now I Wanna Sniff Some Glue (brano che racconta la povertà e le difficili esperienze vissute dai ragazzi delle periferie e dei quartieri della New York dell’epoca).

I primi live

I Ramones iniziano a militare nei vari locali della Grande Mela, riscuotendo critiche durissime e sublimi successi. Legs McNeil, il futuro cofondatore del settimanale Punk (nel 1976), era presente al concerto e descrisse così il loro show:

«Indossavano tutti quelle giacche di pelle nere. Sembrava che fossero entrate le SS. Dee Dee iniziò a contare 1-2-3-4… e fummo tutti colpiti da quel muro di suono. Quei ragazzi non erano hippy. Era qualcosa di completamente nuovo»

Il look dei Ramones sarebbe diventato uno dei simboli del movimento Punk. Giacche in pelle nera, jeans sgualciti, scarpe da tennis e zazzere fluenti. Insomma, non proprio quell’aspetto da Punk degli anni successivi caratterizzato da tagli alla Moicana e borchie.

L’ascesa dei Ramones raggiunge picchi vertiginosi tra il 1978 e il 1981, la band decide di partire per una tournee in Inghilterra. Qui entra in diretto contatto con altre band Inglesi: Clash, Damned, Buzzcocks.

“Sembrava di essere continuamente martellati da ondate sonore e sentimenti energici” dissero alcuni dei membri delle Band su citate. I Ramones incutevano timore ai ragazzi di Londra: “gente uscita dal Bronx e dalle periferie Sub Urbane”. Ma i Ramones sembrano essere una via di mezzo tra i Punk che possono azzannarti solo per uno sguardo inteso male ed un fumetto Underground.

L’ascesa e la fine

I Ramones e il movimento Punk divennero una parabola in ascesa, divorando ed inglobando tutto il globo; dall’America Latina al Giappone, la band suona praticamente in ogni angolo del pianeta. La Ramones Mania tocca il suo apice a metà degli 80.

Ci sarebbe molto altro da raccontare, ci sarebbe molto altro da urlare. Purtroppo devo tagliare e concludere la narrazione. Ho già sforato di 600 parole il canone del… ah cazzo! Si parla di Punk, quindi: Gabba Gabba Hey! Fuck Off: arriviamo all’epilogo e all’inizio della leggenda.

Dee Dee abbandona la band a causa delle sue forti dipendenze, ma continua a scrivere e a comporre per i Ramones. Sono arrivati i 90 e la musica è in un tumulto crescente. I Ramones hanno dato la spinta necessaria per far capire ai ragazzi di tutto il mondo che “non è importante il virtuosismo su quella cazzo di chitarra ma l’anima di chi la suona!”.

La band si scioglie nel 1996, tiene il suo ultimo concerto raggiungendo quota 2.263, un primato per esibizioni dal vivo! All’evento partecipano ospiti da tutto il mondo della musica, da Eddie Veder a Chris Cornell, dai Rancid ai Motörhead.

Dopo lo scioglimento: Joy decide di proseguire il proprio percorso musicale in solitaria. Morirà poco tempo dopo, ed in suo onore, la città di New York dedica una piazza a lui e alla sua leggendaria Band. Johnny appende definitivamente la chitarra al chiodo. Dee Dee, prosegue nella creazione e nella produzione musicale.

La band viene introdotta nella Rock’N’Roll Hall Of Fame alla quale sono presenti Tommy, Johnny e Dee Dee. Non scriverò della loro scomparsa fisica e delle emozioni provate leggendo le loro biografie e spendendo giornate intere a fissare lo schermo, guardando i loro concerti e facendomi esplodere il cervello con la loro musica a volumi inauditi.

Credo di terminare: Gabba gabba hey! Joy, Dee Dee, Johnny, Tommy here we are R.A.M.O.N.E.S.

Un Saluto in digitale

Cesare

 

Categorie: Up to arms

Cesare Vitaliano

Un tempo, un saggio mi disse: "non riesci a guardare oltre al tuo naso". Poi mi vide di profilo e si illuminò di immenso.