I Pinguini Tattici Nucleari e La storia infinita: suoni estivi e sonorità ritrovate

La band di Zanotti e compagni regala un’altra nuova uscita dopo l’apertura al grande pubblico prima, con Fuori Dall’Hype, e al grandissimo pubblico poi, con la loro Ringo Starr a Sanremo. La Storia Infinita dei Pinguini Tattici Nucleari, dopo un’estate in altissima rotazione per la band con Ridere, altro estratto dal loro ultimo lavoro, arriva su piattaforme e radio con il mood giusto per mettere tutti d’accordo.

In che senso?

Per chi “i Pinguini Tattici Nucleari sono quelli di Ringo Starr” siamo di fronte a un nuovo pezzo catchy, immediatamente orecchiabile, dotato di quella “fischiettabilità” – non me ne voglia L’Accademia della Crusca – fondamentale per i pezzi radiofonici. Dall’altro lato, le chitarre, le storie che vengono citate nelle parole di Riccardo, riportano la band a un momento immediatamente precedente a Fuori Dall’Hype. Saranno allora contenti anche i fan ortodossi, se La Storia Infinita non è solo un pezzo pop, ma un recupero di certi suoni che, almeno per il momento, i Pinguini Tattici Nucleari avevano un po’ messo da parte.

Come?

La Storia Infinita è il classico pezzo d’amore che esce dalla penna di Zanotti e compagni. Allegro e scanzonato, ma non troppo, con il suo fare malinconico ma simpatico al tempo stesso, in grado di commuovere anche col sorriso stampato in faccia, senza ricorrere a immagini strappalacrime. Col testo, arriva una base che ricorda qualcosa di Bagatelle o di Tetris, ritrovando delle interessanti chitarre acustiche che coccolano il brano e l’orecchio di ascolta.

Inutile parlare di conferme, riconferme, esordi o terapie di convincimento per quanto riguarda una band che, da due anni a questa parte, ha avuto non solo il coraggio, ma anche il talento, per poter fare il salto di qualità, volando verso il grandissimo pubblico con la leggerezza che da sempre la caratterizza.

La Storia Infinita dei Pinguini Tattici Nucleari diventa allora il loro ennesimo cavallo di battaglia, frutto di un lavoro continuo e costante che non lascia molto al caso, trovando una platea che ha sempre voglia di emozionarsi nella nuova musica del gruppo di Bergamo.

Un bel modo per partire, ripartire, aspettando tempi migliori per la musica dal vivo, continuando una rincorsa che sarà durata un anno intero prima di poter vedere i Pinguini Tattici Nucleari e La Storia Infinita live nei palazzetti dello stivale (speriamo).

La band

Non ha bisogno di presentazioni, ma: Riccardo, Elio, Nicola, Simone, Matteo e Lorenzo suonano assieme in giro per l’Italia da diversi anni ma si conoscono da sempre, e portano avanti la loro visione della musica fatta di arrangiamenti strutturati affianco a testi leggeri ma non per questo banali.

Dopo anni di gavetta e tre album da indipendenti arriva il passaggio a Sony, che permetterà alla band una più ampia diffusione e visibilità. A goderne sarà Fuori Dall’Hype, il disco della definitiva conferma che li rende accessibili a un maggior pubblico, senza per questo perdere nulla della loro peculiarità. Poi un Sanremo da “semisconosciuti paladini dell’indie italiano” e un’estate, l’ultima, in alta rotazione in tutte le radio. Ed è solo l’inizio.

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