Hugo Pratt – Il desiderio di essere inutile

Secondo alcuni, i gatti hanno nove vite, secondo Hugo Pratt ne avevano sette: “Per me è più veritiero, perché il sette, nella Cabala, è un numero importante”.

Hugo Pratt nacque nel 1927 a Rimini, in una baracca di pescatori. Il padre, conobbe la madre durante la marcia su Roma. Il piccolo Hugo crebbe con la nonna, data la tradizione matriarcale ebraica, e fu proprio grazie a lei che si avvicinò al mondo del disegno: “Non disegnare roba Disney! Disegna ciò che hai intorno, disegna la realtà che ti circonda”.

L’infanzia di Hugo fu atipica, la madre lo conciava spesso con abiti femminili, “sembravo Shirley Temple”, il padre era ufficiale del regime Mussoliniano, ma non trovando lavoro in Italia, dovette trasferirsi con tutta la famiglia in Etiopia.
Il rapporto col padre era molto saldo, un giorno regalò al piccolo Hugo una copia de L’Isola del Tesoro, con all’interno una dedica: “Spero che anche tu, un giorno, troverai l’isola del tesoro”. In Etiopia, Hugo Pratt diventò il più giovane soldato del regime: “Non so se mai un mio colpo andò a segno”.

Belle, Pericolose, Avventurose

Nel 1945 tornò in Italia, senza lavoro e senza progetti si trovò a Venezia, dove gli venne data l’opportunità di realizzare le prime tavole, che contengono uno dei suoi primi personaggi: L’Asso di Picche.
Le vicende dell’Asso di Picche sarebbero state in seguito finanziate e prodotte da un editore argentino, che notando la bravura del disegnatore, lo invitò a trasferirsi in Sud America. Qui realizzò alcune delle sue opere più famose, tra un’escursione in Amazzonia e giorni di lavoro intensi, nacquero Sgt. Kirk, Ernie Pike e Jungleman, nonché i racconti che lo avrebbero fatto conoscere a tutto il mondo.
Pur avendo un buon successo e riscuotendo discreti incassi dalle vendite, fu spesso obbligato a fare “il cantante sui treni di linea”. In Argentina nel frattempo iniziò la dittatura e così tornò in Italia.

Una Ballata Del Mare Salato

Tornato in Italia, un imprenditore genovese notò le sue tavole e decise di produrlo. Per Hugo Pratt fu una svolta: vengono pubblicati i racconti di Sgt. Kirk e per la prima volta apparì la figura affascinante e ombrosa di Corto Maltese, nella sua prima vicenda “Una Ballata Del Mare Salato”.
A 40 anni, Hugo, diceva di sentirsi nessuno, ma dopo l’apparizione di Corto Maltese, le cose cambiarono radicalmente per lui. Gli venne offerto da PIF un bel contratto grazie al quale avrebbe realizzato altre vicende su Corto Maltese, ed anche “Gli Scorpioni Del Deserto”.
Corto maltese aveva delle rughe a lato degli occhi e la pelle consumata da marinaio a causa del sole e del sale. Umberto Eco disse: ”Porta i segni di una vita non integerrima”.

Nel suo ultimo anno di vita, si accorse della propria malattia, così decise di scrivere due romanzi di caratura molto elevata. Muore a Losanna nel 1995. “Un uomo che guadagnava più di tutti ma che non aveva mai un soldo”.

Ringrazio Fabrizio Zappella Miraglia, per la chiacchierata concessami e per avermi parlato di uno dei più grandi geni del fumetto.

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