Giorgio Canali, il romantico incazzato – Parte 2

Nel precedente articolo, abbiamo parlato un pò di Giorgione. Oggi vorrei continuare e concludere la piccola parentesi dedicata all’ultimo dei Rocker, con qualche aneddoto e qualche curiosità divertente sul suo conto.

Iniziamo con uno dei suoi pseudonimi più usati: Lazlotòz

Perché tale nome? Chi era Lazlotòz in realtà?
Presentiamo il fantomatico personaggio che ispirò Giorgio e l’evento che lo rese negativamente famoso.
Si chiamava László Tóth, il geologo ungherese, resosi famoso per aver vandalizzato la Pietà di Michelangelo il 21 Maggio 1972, colpendo in un primo momento il volto della Vergine munito di martelletto per poi passare agli arti inferiori della figura. Prima di essere bloccato dichiarò di essere Gesù sceso in terra! Infatti, non sfiorò minimamente la figura del Messia.

Ora, perché Giorgio Canali scelse proprio una figura così cruda e folle per un suo pseudonimo? Semplice, è un Punkettone. Proprio come László Tóth, il Punk non è altro che prendere il presente, l’arte, tutto ciò che consideriamo bello e raderlo al suolo!

L’atipica decisione di produrre Vasco Brondi e Le Luci Della Centrale Elettrica

Giorgio frequentava spesso un bar, nel su detto bar vi era un barman, quel barman era Vasco Brondi. Il Brondi barman, presentava le sue demo a Giorgio. Giorgio non lo degnava nemmeno di uno sguardo perché: “Un barman che non sa fare i cocktail, come cazzo può essere credibile?”.

In seguito a molte pressioni da parte del Brondi barman, Giorgio decise di ascoltare le demo passategli, e notando la forte affinità sonora e poetica, tra i due nacque un prolifero connubio che si concluse con la nascita del primo album della band dal titolo omonimo: Le Luci Della Centrale Elettrica.

Non cantate le mie canzoni! Io canto!

Non so se avete mai avuto la possibilità di andare a un suo concerto, io e i miei amici abbiamo avuto più volte il piacere di ascoltarlo dal vivo. Ricordo una notte in un piccolo club di Reggio Calabria, dove Giorgio si esibì come Rosso Solo. Noi eravamo immobili e con le connessioni cerebrali intrappolate nella sua musica, mentre un altro gruppo di ragazzi era scatenato in un angolo del locale a cantare tutti i brani a squarciagola.

Forse, per un cantante, sentire i propri brani urlati a memoria potrebbe essere un onore e un piacere, forse per un tipico cantante potrebbe esserlo. Ma il Canali, beh, lui… Comunque, il proprietario del club emozionato nel godersi la serata e felicissimo di vedere l’entusiasmo di quei ragazzi accanto a noi, chiese a Giorgio di dedicar loro qualche brano, essendo fomentati e cantando tutti i brani di tutti gli album a memoria. Allora il buon Lazlotòz rispose candidamente:<<Vaffanculo, io canto, non loro>>.

Ho scritto brevi aneddoti, sperando di divertirvi e farvi passare cinque minuti con un lieve sorrisetto a lato della bocca. Scriverei ancora molto, ma diventerei tedioso e non mi va. Il tedio devo conservarmelo per quando sarò un vecchio burbero punkettone. Detto ciò: “Fatevi Fottere” cit.

Un abbraccio in digitale

Cesare

Cerca i tuoi articoli

Ultime uscite

I più letti