Non esiste posto migliore di casa propria; molti dicono così.
Se chiedete a me, che non abito al civico quaranta della Dirckenstraße, vi dico che esiste un posto migliore di casa mia.

Si trova al civico quaranta della Dirckenstraße: un jazz club, non uno qualsiasi.
Il
𝑏Flat è molto meglio di casa mia; il BFlat a Berlino, è molto meglio anche di casa tua.

Humming


Scendere alla stazione di Hackescher Markt può voler dire solo una cosa: oggi è mercoledì sera; oggi mi sento bemolle; oggi c’è profumo di jazz.
L’insegna cardinale, su sfondo nero che riporta il nome del locale, si confonde sempre ai colori del cielo notturno ed ai trasmettitori di segnale rossi lampeggianti. Mi piace pensare che, se riesco a individuarla già da lontano, sia poi sufficiente tenervi lo sguardo fisso per andare ovunque voglia senza nemmeno sforzarmi a guardare dove mettere i piedi.
Questa sensazione mi agevola quando, varcata la soglia del locale, l’occhiale mi si appanna furiosamente davanti a una scalinata nera immersa nella fioca luce di qualche candela e abat-jour. Lo spirito di auto-conservazione mi spinge a cogitare sull’utilità di porre strisce adesive fluorescenti sul bordo di ogni gradino come agevolazione alla discesa del portatore d’occhiali. Sempre pronto in soccorso come Tornado per Zorro, il fedele dito-tergicristallo lucida il vetro dell’occhiale e basta un attimo per rendermi conto che il
𝑏Flat è il 𝑏(est) Flatl’unico posto in cui vorrei essere.

Jamming

Il 𝑏Flat mantiene il suo ruolo di rappresentanza della scena jazz della città dal 1995, anno della sua fondazione. Ogni sera il jazz club ospita artisti locali e internazionali; il mercoledì sera è l’unico giorno ad ingresso libero ed è riservato alle jam sessions.
Al
𝑏Flat non ci sono finestre ma tante fotografie. Al 𝑏Flat non c’è molto spazio, ma tanti piccoli tavolini. Non ci sono molte cameriere, ma un sacco di birra. Al 𝑏Flat non ci sono molte regole, ma… nessun ma. Al BFlat di Berlino non ci sono molte regole: vieni mercoledì sera. Porti il tuo strumento. Parli con chiunque sia dietro al bancone. Piazzi il tuo shift. Sali sul palco. Suoni.
Cosa suoni? A me risposero: “play what you want dude, it’s a Jazz Jam Sesh!”, allora noi finimmo con Sentimental Mood. La versione della Fitzgerald e Ellington. Come poi risposi io: “It was so fun. Can we do it again?“. Possiamo farlo ancora: così il
𝑏Flat diventa un vizio. Così il 𝑏Flat diventa più bello di casa mia.

Forthcoming

L’atmosfera è rilassante e stimolante, la compagnia è assicurata anche (e soprattutto) arrivando da soli. Se, al contrario, l’intento è proprio quello di starsene in pace a cercare un po’ di compagnia interiore a suon di jazz… allora confesso che il BFlat qui a Berlino è ancora perfetto per voi! È sufficiente allontanarsi dalla zona palco-area tavolini per dirigersi sul lato opposto del perimetro, lì dove sta il bancone bar, ordinare un Moscow Mule on ice per cinque euro e dirigersi nell’ala sulla sinistra per godere del confort di ampi divani in finta pelle – di fronte al quale recentemente è stato installato un televisore per permettere a tutti gli ospiti di osservare in diretta ciò che avviene nella sala adiacente (e senza bisogno di ri-amplificare il suono dato lo spazio ridotto del locale)!.

Amanti della musica e delle buone vibrazioni… swing by if you’re in town!

 


Gloria Caiti

Corrispondente estera di Radio RoMarti: ho sparso semi a Berlino, ora crescono radici underground. 
Ricercatrice e bioartista per la protezione dell'ambiente; Dub Master per passione; Nyabinghi per vocazione.