Extremoduro: il lato rock della Spagna

Extremoduro, l’anima rock della Spagna dal 1987.

Quando iniziamo a pensare alla musica spagnola spesso l’associazione è col flamengo e la chitarra classica. Se proviamo invece a modernizzare il nostro concetto si può facilmente cadere in uno dei nostri peggiori incubi: il reggaeton.

Prima di tutto c’è da sottolineare che nonostante questo genere abbia origini latine e sudamericane, la lingua ufficiale sia lo spagnolo. Questo, unito al fatto che il ritmo basico del reggaeton e il suo stile volutamente easy-to-dance crei nei giovani una sorta di dipendenza simil tabacco, ed ecco che ci si spiega come questo genere stia avendo sempre più successo nella penisola iberica.

Ma non è del reggaeton che vi vogliamo parlare, anzi, il nostro compito sarà quello di addentrarci nella Spagna più trasgressiva e rocker, presentandovi uno dei gruppi più influenti e importanti della storia del rock spagnolo: Extremoduro.

Extremoduro è un gruppo spagnolo fondato dal frontman Roberto Iniesta nel 1987, una band che nei loro primi anni di attività si avvicinava ad un rock trasgressivo e sporco con tematiche più o meno marginali tra sesso, droga e ballate d’amore. Con il tempo lo stile musicale si è evoluto in modo contrastante rispetto alle origini, abbracciando un rock sempre di più progressive con influenze jazz e blues.

Extremoduro è sempre stato un gruppo atipico, feroce, e la trasgressività dei temi affrontati ostacolarono in un primo tempo il successo commerciale della band, ritardo causato anche dai diversi cambiamenti nella formazione originale (basti pensare che solamente il leader Roberto Iniesta fu l’unico membro stabile dall’inizio alla fine della loro carriera, per un totale di 16 membri effettivi dal 1987 al 2016).

La popolarità nazionale arrivò nel 1996 con la pubblicazione di Agila, punto di svolta della band con il quale vinsero il loro primo disco d’oro. Si tratta forse dell’album più popolare della band, che le assegnò definitivamente l’etichetta di “gruppo con un par de huevos” (con i coglioni, per intenderci). Dall’album fu estratto il singolo So Payaso ed il relativo videoclip che ottenne il premio come Mejor Vìdeo Musical nel 1997 alla prima edizione dei Premios de la Musica.

Nel 1998 uscì il settimo album in studio Canciones Prohibidas. Da questo lavoro si iniziano ad avvertire i primi cambiamenti musicali, la band inizia infatti a lavorare a strutture più complesse e multi-strumentali, elementi mai presenti fin a quel momento nella loro discografia. Gli estratti più conosciuti sono Salir e Golfa.

Dopo quattro anni di inattività, nel 2002 uscì Yo, Minorìa Absoluta, un disco che riporta la band alle origini del rock duro e trasgressivo a cui tanto furono cari durante la loro svolta musicale. Lo stesso Iniesta lo qualifica come “il miglior album che abbia mai fatto”. Da questo infatti si possono trovare molti dei grandi successi del gruppo Puta, Fuego, Stanby e La Vereda de la Puerta de Atràs.

Due anni più tardi pubblicarono due album chiamati Grandes èxitos y Fracaso, nei quali furono ri-registrati i primi quattro album con una strumentazione migliore. A fine 2008 pubblicarono il loro nono album La Ley Innata, un album molto diverso dai lavori precedenti e composto da una sola canzone di 45 minuti divisa in 6 parti. Un successo non previsto che catapultò il disco al numero 1 della classifica degli album più venduti in Spagna per una settimana, precedendo persino i Metallica.

L’ultima fatica discografica è datata 2011 con l’uscita del decimo album Material Defectoso che consacra definitivamente il cambio musicale della band. Un album decisamente compresso (una durata di 43 minuti in 6 tracce), con l’influenza di un rock più sinfonico e progressive, un’evoluzione molto poetica, incentrata sul loro vissuto come band e gruppo di uomini, che si conclude con uno dei pezzi più belli della formazione, Calle esperanza s/n. Da segnalare una ballata di tango nella canzone Tango suicida e le prime due canzoni del disco, Desarraigo e Mi Espìritu Imperecedero, che dimostrano uno stile più rock e feroce.

Da qui in poi non registrarono più nessun album in studio ma iniziarono un tour internazionale che li portò a suonare in Cile, Argentina e in Uruguay. Nel 23 maggio del 2013 viene pubblicata la prima biografia autorizzata dalla band dal titolo “Extremoduro. De profundis. La historia autorizada”.

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