Top 5 concerti più attesi annullati causa Covid

Da settimane era un brutto pensiero nell’etere. Ora è diventato realtà. Assomusica comunica la cancellazione dei grandi eventi musicali del 2020 con una nota lapidaria sul proprio sito, posponendo l’appuntamento con la musica live come la sveglia delle 07:00 alla prossima estate.

La redazione sparge sale sulla ferita aperta: ecco i concerti più attesi annullati causa Covid.

5 – Kraftwerk

Un anno pieno per i ragazzi della centrale elettrica questo 2020. Quello che infatti corrisponde al cinquantennale della loro carriera musicale corrisponde tristemente anche all’anno della scomparsa del cofondatore della band Florian Scheiner-Esleben, stroncato a 73 anni da un cancro. Nonostante il lutto, il gruppo new wave di Dusseldorf era pronto ad una serie di esibizioni tra Padova e Milano prima che una pandemia decidesse che no, per un po’ i concerti live saranno una cosa da gamer.

Un grande peccato per una band abituata a fare delle proprie performance un’esperienza ai limiti della sinestesia, sicuramente uno dei concerti più attesi annullati per Covid.

 

4 – Brunori Sas

Che bravo Brunori. Finalmente un artista che strizza l’occhio ai grandi nomi del cantautorato italiano senza dimenticare la sua viscerale e umile provenienza dal mondo indie. Efficacia ed efficienza, per il Dario nazionale, che sarebbero dovute culminare in un importante tour estivo per promuovere la sua ultima fatica di studio.

Cip! è un album caldo e impegnato e se a un primo impatto forse è non così forte come l’ormai già classico A Casa Tutto Bene, stava comunque conquistando consensi e approvazione ascolto dopo ascolto, oltre che diversi sold out nella lista delle date del tour.

Discorso rimandato direttamente al 2021 o rimaniamo alle date di questo autunno che TicketOne timidamente suggerisce? Ancora non è chiaro. Quello che è certo è che la storia de l’attesa del piacere è essa stessa il piacere è una cagata pazzesca.

 

3 – Fontaines D.C.

Ci eravamo già fortemente sbilanciati qualche mese fa inserendo il loro Dogrel come uno dei migliori dischi del 2019. Ora non possiamo di certo tirarci indietro e non citarli in questa dolorosa lista.

Ad assicurarsi le performance musicali del quintetto dublinese la Milano del Circolo Magnolia già location lo scorso anno di altre esibizioni eccezionali nel panorama post punk e indie internazionale, ora mortificato teatro dei contagi Covid del settentrione.

Consoliamoci nel frattempo con la riproduzione in loop dell’album e del nuovissimo singolo A Hero’s Death, chiudendo gli occhi e immaginando anche solo per un istante di ricevere una sudatissima spallata da pogo proprio come ci sarebbe arrivata al concerto live. Brividi.

 

2 – Max Pezzali

Nostalgia canaglia. E soprattutto, Coronavirus infame.

Metallari di primo pelo o inguaribili romantici affezionati al pop del bel paese. Bene o male tutti noi figli degli anni ’90 abbiamo solcato i nostri primi passi musicale insieme alle ballate degli 883, che fosse un lieve accompagnamento di sottofondo od una premeditata scelta artistica.

Max Pezzali ci ha dato tanto, ma a quanto pare aveva ancora una grossa sorpresa per noi appassionati quando lo scorso autunno ha annunciato una data speciale per celebrare i trent’anni di carriera in uno stadio San Siro simbolo della sua Milano. Un evento pronto ad accogliere migliaia di fan in attesa di risentire i suoi più grandi classici, da Sei un mito a La dura legge del gol, che ora dovranno necessariamente attendere l’anno prossimo.

Max, tieni botta. Fatto 30, fai 31.

 

1 – I-Days

L’ancestrale dibattito meglio festival o concerto? cade totalmente nel chissenefregatoio quando a rovinare i giochi ci pensa una pandemia globale che costringe alla cancellazione di un’intera stagione musicale e non. Ciò che ci rimane è il magnifico alone di quello che sarebbe stato un weekend straordinario.

Avremmo potuto citare un altro festival per questa prima posizione (avremmo potuto eccome, tra Lucca Summer Festival, Firenze Rock e Umbria Jazz), ma alla fine abbiamo deciso di stringerci forte e piangere tutti assieme alla prematura scomparsa degli I-Days di Milano, quest’anno più che mai rimpolpati da nomi eccezionali.

E tra le bellissime perle dell’edizione, la pietra più preziosa sarebbe arrivata senza dubbio il 12 giugno con la combo Korn+System of a Down che avrebbe rivoltato il palco del festival come un calzino sporco. Scordiamoci purtroppo le ruvide sonorità nu metal di due delle band più rappresentative di inizio millennio e speriamo solo che uno dei concerti più attesi annullati causa Covid rimanga intoccato e così riproposto in un mondo senza più mascherine e distanza droplet.

 

 

Qua il sito ufficiale di Assomusica, dove poter monitorare la lista dei concerti e degli eventi alla luce delle disposizioni governative.

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