Chi era Nipsey Hussle e perché è una street legend a Los Angeles?

Molti l’hanno conosciuto quando è morto, molti altri non lo hanno nemmeno mai sentito nominare. Eppure se vi capita di andare a Los Angeles, vedrete più murales dedicati a Nipsey Hussle che ad altri. Sì esatto, forse anche più di Tupac o Snoop Dogg.

Una vera e propria celebrità, un eroe della hood. Ammetto che anch’io non sapevo di questa fama. Sapevo che fosse un rapper, ascoltavo qualche canzone. Andando a Crenshaw e parlando con persone della sua community, sono venuto a conoscenza di tante cose.

Quindi chi era Nipsey Hussle e, soprattutto, perché a Los Angeles è così amato anche da chi non sa le sue canzoni?

Un piccolo appunto sul CV è doveroso, l’obiettivo però non è duplicare una biografia, bensì cercare le ragioni dell’immensa acclamazione verso questo artista. La speranza è che anche i non appassionati si interessino alla vita di un rapper atipico nel suo contesto. Riuscito a rimanere una leggenda delle strade anche quando era salito nel mainstream.

The Marathon

Nipsey Hussle, all’anagrafe Ermias Joseph Asghedom nasce nel 1985 a Crenshaw, South Los Angeles. Da adolescente fa hussling coi Rollin 60’s Neighborhood Crips (quelli blu, per intenderci). Già dal 2005 inizia a creare mixtape e li vende dal bagagliaio della macchina. Le sue rime gli permettono di costruire una fanbase nella West Cost e gli valgono l’accordo con due etichette. È proprio in questi primi anni di lancio che Nip viene chiamato a collaborare con artisti già noti nello scenario Hip hop come Drake, Problem e Snoop Dogg. La vera svolta di Nipsey è nel 2010, quando decide di creare la propria etichetta: All Money In. Da qui in poi la carriera di Nipsey è tutta in salita. Il picco è con l’album Victory Lap pubblicato nel 2018, che gli porta una nomination ai 61st Grammy Awards, superata solo da Invasion of Privacy di Cardi B. Nel 62nd Grammy Awards del 2020, l’edizione dopo la sua morte, vince due primati per miglior singolo (Racks In the Middle) e migliore interpretazione rap cantata (Higher) con DJ Khaled e John Legend.

Da hustler di successo a street legend

Torniamo però alla vera domanda, perché Nipsey è una leggenda delle strade losangeline? Cos’ha fatto di diverso da altri rapper di successo?

Nipsey non era solo un artista nominato ai grammy awards, con un passato coi Rollin 60’s Neighborhood Crips; era molto di più. Un imprenditore, un papà, ma anche un filantropo e attivista. Semplicemente un black man con lo scopo di dare alla comunità ciò che gli diede la musica, per renderla un posto migliore.

Da vero attivista per la propria community, la mission di Nipsey era diventare una fonte di ispirazione per i giovani afro americani. Invece di disegnare l’immagine di un gangster ricco e potente, come solito di molti rapper promettenti, Nip sceglie di rimanere il ragazzino di Crenshaw per dare il proprio messaggio agli hustler.

Hussle capì da subito che per impedire ai giovani di essere attratti dalla gang culture, quindi non commettere l’errore che lui fece da adolescente, doveva usare in maniera efficace la propria piattaforma: la musica. Nei suoi testi denuncia la violenza e le armi. Allo stesso tempo non nega il passato. Non nasconde nulla, argomenta la gang culture in tutte le sue sfaccettature, ma non elogia le pistole. L’obiettivo è consapevolizzare i giovani della propria comunità a discapito del gangbanging.

The community work

Con i guadagni dalla musica finanzia le scuole, crea campetti di gioco e uno spazio di co-working per tenere impegnati bambini e ragazzi. Nipsey crede nella propria comunità. È ossessionato dalla lettura e dall’istruzione e desidera che lo siano anche i giovani: nello spazio giovani vengono organizzate class di matematica, scienze e materie tecnologiche.

nipsey hussle los angeles

Molti ex membri di gang sono inseriti da Nipsey all’interno della sua comunità, dando a loro possibilità e ideali che non includevano violenza e pistole.

Come dicevamo, assieme agli aiuti alla comunità, la ultimate goal è la lotta contro la violenza della gang culture. Insomma, vi è la determinazione che ciò non possa essere combattuta solo con testi sofisticati di canzoni rap. Vi è la necessità di azioni concrete.

Nel marzo 2019, pertanto, Nipsey Hussle contatta la Los Angeles Police Department per organizzare un meeting (che verrà pubblicizzata da Roc Nation, etichetta di Jay-Z) e discutere sulle possibili azioni congiunte da intraprendere per lottare la criminalità. Il meeting sarebbe dovuto avvenire il primo di aprile. Nipsey viene ucciso il giorno prima, il 31 marzo 2020.

Il suo funerale fu allo Staples Center (noto palazzetto dello sport di circa 20 mila persone), pieno.

Al funerale viene letta una lettera dell’ex presidente Barack Obama:

“mentre la maggior parte della gente guarda il quartiere di Crenshaw e vede solo gang, proiettili e disperazione, Nipsey ha visto del potenziale”.

Le chicche di Birk:
  • Nipsey era un genio del marketing: quando pubblicò l’album Crenshaw, nel 2013, questo era disponibile gratuitamente su iTunes. In aggiunta Nipsey mise in vendita 1000 pezzi fisici del suo album, al prezzo di 100$ l’uno. Tra hype e marketing il risultato fu un sold out in poche ore e 100 di questi CD vennero acquistati da Jay-Z.
  • Nipsey era brand ambassador per Puma. Vi è una linea progettata insieme tra la marca tedesca e il proprio brand The Marathon.
  • È in corso un documentario Netflix su Nipsey Hussle, diretto da Ava DuVernay.

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