Top 5 canzoni simbolo del Black Lives Matter

Tra pandemie virali, concerti annullati fino al nuovo anno e lievito madre saccheggiato dagli Iper come Roma dai Vandali, questo 2020 è iniziato peggio di una puntata di Blu Notte.

E a questo delicato debutto vanno ora aggiunte le tristi vicende di Minneapolis e un caso George Floyd che sta mettendo in vetrina tutte le debolezze di un paese tanto eterogeneo quanto diviso. Se si riuscisse a cancellare la cecità del pregiudizio e dell’intolleranza, ci si accorgerebbe che il sangue consumato a causa della disparità sociale rimane e rimarrà sempre rosso, indipendentemente dal colore della pelle.

Ecco le 5 canzoni simbolo del Black Lives Matter.

5 – NWA, Fuck Tha Police

Feroce, esagerata e allo stesso tempo perfettamente calzante. Una delle canzoni simbolo del Black Lives Matter, la traccia di Ice Cube&compagni è il riflesso agrodolce degli Stati Uniti di questo momento, colmi di contraddizioni e sfumature, un paese forse ancora troppo giovane per potersi comprendere nella sua interezza.

Sarebbe pigro e maledettamente sbagliato associare le valide intenzioni del movimento al messaggio violento del brano, non è questo che l’America nera vuole e dovrebbe volere. Ma non si può far finta che a fianco delle proteste pacifiche non ci sia stato anche un disastroso sciame di rivolte e disordini che hanno ribaltato l’intera città di Minneapolis e che temiamo possano mortificare la legittimità e la credibilità del movimento.

Fuck Tha Police è allora simbolo degli USA post George Floyd, una comunità intera in contraddizione anche quando dovrebbe restare unita.

 

4 – James Brown, I’m Black and I’m Proud

Da più di cinquant’anni l’iconico brano di James Brown è simbolo dell’orgoglio nero, primo esempio esplicito del risentimento verso le ingiustizie della comunità bianca, qui elencate come di fronte al banco degli imputati.

Un concetto di orgoglio che prima di essere perseguito andava plasmato e identificato come universale. Per questo il brano ne è un vademecum ideale.

 

3 – Childish Gambino, This is America

Il singolo di Donald Glover aka Childish Gambino è tutt’ora uno dei colpi più potenti mai sferrati alla macchina americana e alle sue ipocrisie politiche, soprattutto per la totalità dei temi che va a colpire: This is America ci racconta delle ingiustizie razziali negli USA e di un paese da sempre abituato a pranzare col fucile appoggiato sul tavolo e pronto a fingere non sia successo nulla, nella mera attesa del massacro successivo (nel videoclip Gambino balla come un freschissimo Soulja Boy incurante dei disordini che si stanno consumando intorno a lui. Che è esattamente quello che ci immaginiamo stia facendo Trump nel suo bunker mentre il paese esplode in rivolta).

La potenza del brano nasce anche dalla sua incredibile popolarità: presentato in anteprima al Saturday Night Live, il singolo esordisce alla numero 1 nella classifica Billboard hot 100 finendo per conquistare anche quattro Grammy.

 

2 – Beyoncé, Formation

Il visual album Lemonade di Beyoncé ha scosso notevolmente il panorama musicale al momento della sua pubblicazione, e non solo grazie alle sue importanti componenti melodiche: in un blend di hip pop, blues e gospel ciò che più si distingue nella bontà della registrazione è il messaggio intrinseco che Lady B voleva comunicare, una sorta di monito verso le donne afroamericane per la conquista della loro autonomia e indipendenza sociale. Un doppio messaggio quindi, dalla doppia potenza.

Il brano è diventato un simbolo del Black Lives Matter e, non a caso, è stato pubblicato il 6 febbraio 2016, un giorno dopo quello che sarebbe stato il compleanno di Treyvon Martin e un giorno prima di quello di Sandra Blend, due cittadini afroamericani vittime di brutalità poliziesca.

 

1 – Kendrick Lamar, Alright

La canzone simbolo per eccellenza del Black Lives Matter non poteva non essere quella che poi fu etichettata dagli addetti ai lavori come il moderno inno nazionale nero, cantata in coro dai manifestanti anche durante le recenti proteste a seguito del caso Floyd.

To Pimp a Butterfly è forse uno dei lavori più importanti per la lotta alla disuguaglianza sociale e alla discriminazione razziale e il singolo Alright ne è la gemma più preziosa: la traccia non è solo una denuncia al white privilege americano ma anche e soprattutto un canto di speranza per una comunità nera che solo se unita, coesa e ordinata potrà davvero fare la differenza.

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